Punti chiave
- Iran, Teheran: "Kiev partecipa attivamente alla nostra aggressione"
- Iran, Nato: "Da Teheran attacchi indiscriminati, a fianco della Turchia"
- Iran, Trump: "Mojtaba probabilmente vivo ma in condizioni estremamente gravi"
- Iran, Trump: "Ghalibaf disposto a collaborare? Ve lo farà sapere"
- Iran, due caschi blu uccisi in Sud Libano in un'esplosione di "origine indeterminata"
- Iran, Ankara: "Intercettato quarto missile su spazio aereo turco"
- Iran, Rubio: "Trump preferisce la diplomazia alla guerra"
- Iran, Idf: "Raid contro la difesa aerea di Teheran vicino al mar Caspio"
- Iran, Rubio: "Non permetteremo pedaggio permanente a Hormuz"
L’Iran ha accusato l’Ucraina di essere direttamente coinvolta nelle operazioni militari contro Teheran. In una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e al Consiglio di Sicurezza, il rappresentante permanente iraniano all’Onu Amir Saeid Iravani ha affermato che l’ammissione di Kiev di inviare esperti in Medio Oriente “costituisce una partecipazione attiva all’aggressione militare contro l’Iran”.
“Così facendo, l’Ucraina si assume una responsabilità internazionale ai sensi del diritto internazionale per aver aiutato o assistito nella commissione di un atto internazionalmente illecito”, ha scritto Iravani nella lettera diffusa dall’agenzia statale Irna, aggiungendo che si tratta di “fornire assistenza operativa e tecnica che contribuisce direttamente all’uso della forza e ad atti di aggressione contro la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica islamica dell’Iran”.
Il diplomatico ha inoltre avvertito che colpire deliberatamente “infrastrutture industriali civili con l’obiettivo di esercitare pressione economica o punizione collettiva può costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, inclusi crimini di guerra”.
“La Nato e’ fermamente al fianco di tutti gli Alleati, Turchia compresa, mentre l’Iran continua i suoi attacchi indiscriminati nella regione”. Lo dice la portavoce della Nato, Allison Hart. “La nostra capacita’ di deterrenza e la nostra postura di difesa rimangono forti in tutti i domini, compresa la difesa aerea e missilistica”, ha aggiunto la portavoce della Nato.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non sapere se Mojtaba Khamenei sia ancora in vita. “Non lo sappiamo – ha risposto al New York Post – Pensiamo probabilmente di sì, ma in condizioni estremamente gravi”.
“Lo scopriremo presto. Ve lo farò sapere tra circa una settimana”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato, al New York Post, la disponibilità del presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf a collaborare con Washington. “Scoprirete a breve”, ha aggiunto Trump a proposito della possibile risposta americana agli attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche israeliane.
Due peacekeeper delle Nazioni Unite sono stati uccisi e diversi altri feriti in seguito all’”esplosione di origine non determinata” che ha colpito un veicolo di un convoglio nel sud del Libano. Lo riporta il New York Times, citando un rapporto interno dell’Onu, secondo cui l’attacco ha distrutto il mezzo di testa mentre il convoglio era in movimento tra due basi della missione Unifil nei pressi della località di Bani Haiyyan.
Non è ancora chiaro chi sia responsabile dell’esplosione e sono in corso indagini, senza commenti rilasciati da parte di Israele, Hezbollah o dalla stessa missione. L’episodio arriva all’indomani dell’uccisione di un peacekeeper indonesiano, condannata dal segretario generale dell’Onu António Guterres. Si tratta delle prime vittime tra i caschi blu in un incidente di combattimento dall’escalation iniziata nel 2023 e riaccesasi nelle ultime settimane.
Il Ministero della Difesa turco ha annunciato che un missile lanciato dall’Iran e’ stato intercettato lunedi’ sopra lo spazio aereo della Turchia. “Un missile balistico, identificato come proveniente dall’Iran e penetrato nello spazio aereo turco, e’ stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea e antimissile della NATO dispiegati nel Mediterraneo orientale”, si legge nella nota del ministero.
Si tratta del quarto episodio che coinvolge missili iraniani dall’inizio della guerra con l’Iran, lo scorso 28 febbraio. Il ministero ha inoltre sottolineato che l’esercito ha attivato tutte le misure ritenute necessarie alla protezione dello spazio aereo turco. “Tutti i provvedimenti contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese vengono attuati senza esitazione, mentre l’evoluzione della situazione nella regione e’ costantemente monitorata, con priorita’ alla sicurezza nazionale.”, fa sapere Ankara.
Nella crisi in atto con l’Iran “il presidente Trump preferisce sempre la diplomazia e desidera raggiungere un risultato”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio, intervistato da Al Jazeera. Il capo della diplomazia americana ha ribadito che “sono in corso scambi di messaggi diretti e colloqui tra le parti in Iran e negli Stati Uniti, principalmente tramite intermediari”. “Accoglieremmo sempre con favore uno scenario in cui l’Iran sia guidato da persone con una visione diversa per il futuro e, se si presentera’ un’opportunita’ del genere, la coglieremo al volo”, ha poi aggiunto secondo quanto riporta il sito dell’emittente quatarina.
Le Forze di difesa aerea (Idf) hanno condotto raid contro i sistemi di difesa aerea iraniani vicino al Mar Caspio, nel nord dell’IRAN, a oltre 1.600 chilometri da Israele. Secondo quanto riferito dai militari, i jet dell’aeronautica israeliana hanno preso di mira il sito, nascosto in una zona boschiva, durante una serie di raid aerei, colpendo sistemi che, secondo Israele, rappresentavano una minaccia per i loro velivoli.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito che l’amministrazione Trump “non permettera’” che l’Iran controlli per sempre lo Stretto di Hormuz, creando un “sistema di pedaggio o cose simili”. “Trump ha una serie di opzioni a sua disposizione se sceglie di impedire che questo avvenga”, ha detto intervenendo sull’emittente Abc.
Il Regno Unito non inviera’ truppe in Iran. Lo conferma il primo ministro britannico, Keir Starmer che continua a escludere un coinvolgimento diretto di Londra nel conflitto. “Questa non e’ la nostra guerra e non ci faremo trascinare”, ha detto Starmer aggiungendo che il Regno Unito sta adottando “misure difensive” per proteggere “le vite britanniche, gli interessi britannici e, naturalmente, i nostri alleati nella regione”.
La Gran Bretagna continuera’ a impegnarsi per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma “non ci faremo trascinare in questa guerra”. Il Regno Unito, tuttavia, ha autorizzato l’utilizzo di basi britanniche da parte degli Stati Uniti per attacchi contro siti iraniani collegati alle minacce nello Stretto di Hormuz e ha schierato aerei da combattimento per intercettare i missili iraniani.
“Gli Stati Uniti sono in serie discussioni con il nuovo e più ragionevole regime” iraniano “per mettere fine alle operazioni militari. Grandi progressi sono stati fatti, ma se per qualsiasi ragione un accordo” non sarà raggiunto e lo “Stretto di Hormuz non sarà aperto immediatamente, concluderemo il nostro soggiorno in Iran distruggendo completamente i loro impianti elettrici, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (probabilmente anche gli impianti di desalinizzazione)”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
I caschi blu delle Nazioni Unite nel sud del Libano sono rimasti feriti in un “incidente” avvenuto nei pressi del confine libano-israeliano: lo ha dichiarato un portavoce Unifil, senza specificare la natura dell’incidente. “Si è verificato un incidente che ha coinvolto i caschi blu nei pressi di Bani Hayyan e abbiamo dei feriti”, ha dichiarato Kandice Ardiel all’AFP, il giorno dopo che un casco blu indonesiano è stato ucciso da un proiettile di origine sconosciuta che ha colpito una postazione delle Nazioni Unite.
“Questa decisione” di chiudere lo spazio aereo spagnolo ai voli di Stati Uniti e Israele impegnati nel conflitto in Iran, oltre al divieto di utilizzare le basi di Rota e Moron ,”fa parte della decisione già presa dal governo di Spagna di non partecipare e di non contribuire a una guerra iniziata in maniera unilaterale e contro il diritto internazionale”. Lo ha detto il neo vicepresidente del governo spagnolo con delega all’Economia Carlos Cuerpo, intervistato da radio Cadena Ser. Rispondendo alla domanda se questa scelta possa danneggiare le relazioni economiche tra Stati Uniti e la Spagna, Cuerpo ha assicurato che “i contatti” fra le due amministrazioni “sia a livello tecnico che politico procedono con totale normalità”, come prima della guerra in Iran “e continueranno a farlo”. E anche le minacce del presidente statunitense, Donald Trump, di interrompere le relazioni commerciali con Madrid, per il rifiuto di elevare la spesa in difesa al 5% del Pil, non hanno avuto al momento alcun seguito. “Le aziende spagnole operano rispetto agli Stati Uniti nelle stesse condizioni di quelle francesi, tedesche o italiane”, ha assicurato il vicepremier, “poiché come abbiamo detto dal primo momento, le relazioni commerciali si stabiliscono a livello di relazioni bilaterali dell’Unione Europea con gli Stati Uniti”. Come è avvenuto con l’accordo sui dazi dell’agosto scorso, “che stiamo tentando di implementare” in uno “sforzo” dove dovrebbe mobilitare entrambe le parti “per dare alle nostre imprese un certo orizzonte di prevedibilità”, ha aggiunto il titolare dell’Economia. Fra Madrid e Washington “c’è la visione condivisa che le relazioni migliorino sempre di più e che se ne beneficino le nostre imprese”, ha segnalato Carlos Cuerpo, nel citare i dati definitivi degli investimenti esteri diretti in Spagna nel 2024, “che sono eccellenti: crescono di oltre l’1,5%, continuando a mostrare fiducia nella forza della nostra economia”. L’esponente dell’esecutivo iberico ha ricordato che il principale investitore in Spagna sono gli Stati Uniti, a loro volta principale diestinazione degli investimenti spagnoli. “Da qui l’importanza di continuare a mantenere e a raffrozare le nostre relazioni”, ha anche detto, annunciando l’apertura di nuovi uffici commerciali ed economici a Boston e Huston, che si uniscono a quelli Los Angeles, Maiami, Washington, New York e Chicago.
Un attacco iraniano contro una centrale elettrica in Kuwait ha causato la morte di un operaio indiano e danni a un edificio del complesso, ha dichiarato lunedì il ministero dell’Energia del Kuwait.”Un edificio di servizio presso un impianto di produzione di energia e desalinizzazione dell’acqua è stato attaccato nell’ambito dell’aggressione iraniana contro lo Stato del Kuwait, provocando la morte di un operaio indiano e ingenti danni materiali all’edificio”, ha affermato Fatima Abbas Jawhar Hayat, portavoce del ministero.
Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato l’intercettazione di cinque missili balistici diretti verso la parte orientale del Paese.”Cinque missili balistici sono stati rilevati e intercettati mentre si dirigevano verso la provincia orientale” dell’Arabia Saudita, ha annunciato il ministero in un comunicato, senza specificare la provenienza degli ordigni.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato domenica in un’intervista al Financial Times di poter conquistare l’isola iraniana di Kharg “molto facilmente”. L’isola di Kharg, situata al largo della costa occidentale dell’Iran, è un importante terminale petrolifero per il Paese mediorientale ed è nel mirino del Pentagono per possibili operazioni di terra, sebbene gli Stati Uniti abbiano insistito sul fatto che non si arriverà a un’invasione su vasta scala.Interrogato sullo stato delle difese iraniane sull’isola, Trump ha affermato: “Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistarla molto facilmente”.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato di aver intercettato due droni lanciati dallo Yemen, mentre la guerra entra nel suo primo mese e dopo l’ingresso nel conflitto dei ribelli sciiti Houthi sabato scorso. Il gruppo yemenita, tuttavia, non ha rivendicato la responsabilità di questo attacco sui suoi canali Telegram, la piattaforma che utilizza abitualmente per diffondere comunicati, a differenza di quanto fatto per le offensive lanciate contro Israele nel fine settimana. Il portavoce degli Houthi, Yahya Sarea, aveva dichiarato il giorno precedente che il gruppo avrebbe continuato i suoi attacchi “nei prossimi giorni” fino a quando Tel Aviv non avesse interrotto le operazioni militari, da lui definite “crimini contro il popolo e la nazione”.
L’esercito israeliano ha annunciato di aver condotto attacchi contro infrastrutture militari a Teheran, mentre la guerra in Medio Oriente entrava nel suo secondo mese. “L’esercito israeliano sta attualmente colpendo infrastrutture militari appartenenti al regime terroristico iraniano in tutta Teheran”, ha scritto un portavoce dell’esercito su Telegram, senza fornire ulteriori dettagli.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha dichiarato che il complesso di reattori ad acqua pesante di Khondab, in Iran, non è più operativo a seguito di un attacco militare israeliano avvenuto la scorsa settimana.Dopo un’analisi indipendente di immagini satellitari, l’AIEA ha concluso che il sito di Khondab (nuovo nome del reattore di Arak) “ha subito gravi danni e non è più operativo”, aggiungendo che “l’impianto non contiene materiale nucleare dichiarato”.Venerdì, l’esercito israeliano ha annunciato di aver effettuato un attacco contro un complesso di reattori ad acqua pesante ad Arak, nell’Iran centrale, descrivendo il sito come un “sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari”.
L’esercito israeliano ha dichiarato che le sue difese aeree stanno reagendo a “missili lanciati dall’Iran”.”Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, si legge nel comunicato militare.”I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”, aggiunge il comunicato, esortando la popolazione a cercare riparo fino a nuovo avviso.

