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Guerra in Ucraina, Trump: “Pace molto vicina”. Parecchio esplicito sul Donbass a Putin

Il presidente americano parla di “accordo imminente”

Guerra in Ucraina, Trump: “Pace molto vicina”. Parecchio esplicito sul Donbass a Putin
Putin Trump stretta di mano

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ritiene che la fine della guerra russo-ucraina sia “già imminente”. Interrogato sulle prospettive della guerra russo-ucraina, Trump ha espresso l’opinione che la sua fine sia “molto vicina”. “La fine della guerra in Ucraina, credo, sia molto vicina”, ha affermato.”Che ci crediate o no, penso che accadrà. E raggiungeremo un accordo tra Russia e Ucraina”, ha detto Trump, ribadendo di aver “posto fine a otto guerre”. Gli è stato anche chiesto se ci fosse un “accordo” tra lui e il leader russo secondo cui la Russia avrebbe dovuto ricevere l’intero Donbass nell’ambito di un accordo di pace. Trump ha risposto brevemente: “No“.

Il 12 maggio il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha emesso un decreto presidenziale che impone sanzioni a 32 aziende russe e 34 cittadini coinvolti nella fornitura di materiali a supporto del complesso militare-industriale russo. Lo riporta il Kiev Independent. Le misure, adottate tramite decisioni del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale dell’Ucraina, prendono di mira individui ed entità che forniscono materiali utilizzati in vari sistemi missilistici balistici e terra-aria, nonché polvere da sparo, carburante per razzi e componenti per munizioni, ha dichiarato l’Ufficio Presidenziale. Sono state colpite anche aziende russe che producono sistemi di intelligence elettronica.

Trump torna a puntare al Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social un’immagine che raffigura il Venezuela con una bandiera americana inserita e la dicitura “51° stato”. Il post provocatorio, viene pubblicato mentre Trump è in viaggio verso la Cina per un vertice di alto livello, e arriva un giorno dopo che la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha affermato che il suo paese non aveva “mai” preso in considerazione l’ipotesi di diventare il 51° stato, nemmeno dopo la cattura del leader deposto Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi a gennaio.