Nemmeno il tempo di annunciare la tregua che subito si è capito che non avrebbe potuto reggere. Non solo Israele si è sfilato immediatamente dall’accordo e ha bombardato come mai fatto prima il Libano, con un bilancio di morti e feriti drammatico. Ma successivamente anche l’Iran ha fatto la sua mossa, chiuso di nuovo lo stretto di Hormuz, con inevitabili ripercussioni sui mercati e sul prezzo del petrolio, oltre ai disagi per le navi che stavano attraversando e che sono state costrette a tornare indietro. Usa e Iran non concordano nemmeno sui punti per la pace, in vista dei colloqui in Pakistan. Per Trump si tratta solo di chiarire due questioni, mentre Teheran vuole molto di più. Si rischia quindi una nuova preoccupante escalation.
Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano di mercoledì è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo riferisce Al Jazeera citando la Protezione civile libanese. Il gruppo sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi contro il Nord di Israele, accusando Tel Aviv di aver violato l’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Iran e Stati Uniti. I media israeliani hanno confermato che dopo nove ore di pausa sono tornate a suonare le sirene di allarme.
“È un incubo, un vero incubo”: lo ha detto il direttore della Croce Rossa libanese, Antoine Zoghbi, citato da Al Jazeera. “Oggi è diverso perché hanno colpito senza preavviso. Hanno colpito molte regioni contemporaneamente. E hanno colpito duramente per causare danni, per infliggere dolore. Dolore, dolore, dolore. È una guerra senza regole. È una guerra senza limiti“, ha detto. La Croce Rossa libanese è l’unico fornitore di sangue agli ospedali in Libano e l’organizzazione ha lanciato un appello pubblico per le donazioni.
Il numero degli sfollati in Libano dall’inizio di marzo è salito a 1,1 milioni e la cifra, che rappresenta quasi un quinto della popolazione del Paese, è destinata ad aumentare a seguito dell’ondata di oltre 100 attacchi aerei israeliani di ieri sul Paese. Lo riferiscono le Nazioni Unite, aggiungendo che gli ordini israeliani che impongono ai libanesi di abbandonare le proprie case interessano ora il 15,5% del territorio del Paese. L’Onu ha inoltre sottolineato l’aumento degli attacchi contro le strutture sanitarie durante il conflitto tra Israele e Hezbollah, con oltre 106 incidenti segnalati che hanno causato 57 morti e 158 feriti.

