Punti chiave
- Iran, Israele si prepara ad almeno altre 3 settimane di guerra
- Iran, detriti missile caduti su residenza console Usa a Gerusalemme
- Iran, Larijani: "Quel che resta rete Epstein prepara complotto stile 11/9 per darci colpa"
- Iran, Araghchi: "Usa utilizzano droni come Shahed per attacchi a Paesi arabi"
- Iran, Araghchi: "Mojtaba in buona salute e pienamente operativo"
- Iran, Londra: "In corso colloqui con alleati per capire cosa fare per riaprire Hormuz"
- Iran, Pasdaran: "Daremo la caccia e uccideremo Netanyahu"
- Iran, Trump: "Mojtaba Khamenei? Non so se è vivo, se lo è si arrenda"
- Iran, Trump: "Vogliono un accordo, ma io ancora no"
- Iran, Idf lancia nuova ondata di raid estensivi nell'ovest del Paese
L’esercito israeliano si starebbe preparando ad almeno altre tre settimane di guerra contro l’Iran, con “migliaia di obiettivi” ancora da colpire. Lo ha detto il portavoce delle Idf, generale Effie Defrin, alla Cnn: “Siamo pronti, in coordinamento, con i nostri alleati americani, con piani che coprono almeno fino alla festività ebraica della Pasqua ebraica, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più più dettagliati anche per le tre settimane successive, abbiamo migliaia di obiettivi”. “Non lavoriamo in base a un cronometro o a un calendario, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi”, ha affermato, sostenendo che l’obiettivo di Israele è quello di “indebolire gravemente il regime iraniano”.
I detriti di un missile iraniano intercettato da Israele sono caduti sull’edificio che ospita la residenza del console americano a Gerusalemme. Lo riferisce Yedioth Ahronoth, secondo cui l’incidente – avvenuto ieri – non ha provocato feriti.
“Ho sentito dire che i membri restanti della rete di Epstein hanno ordito un complotto per creare un attentato simile all’11 settembre e attribuirne la responsabilità all’Iran”. E’ la denuncia su X che arriva da Ali Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza iraniano, che riafferma: Teheran “si oppone fermamente a tali piani terroristici e non è in guerra con il popolo americano”. “Noi – ha scandito – stiamo difendendo il nostro Paese da un’aggressione lanciata da Stati Uniti e Israele. L’Iran resta a testa alta per dare una lezione agli aggressori”.
Gli Stati Uniti stanno producendo droni simili agli ‘Shahed’ iraniani chiamati “Lukas” e li stanno usando negli attacchi contro i Paesi arabi per poi addossarne la responsabilità a Teheran. E’ l’accusa che arriva dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista ad Al-Araby Al-Jadeed, che chiama in causa anche Israele per attacchi simili. Il ministro ha quindi fatto sapere che il suo governo è pronto a formare una commissione d’indagine congiunta con i Paesi della regione per esaminare gli obiettivi finiti sotto attacco e ha ribadito che “i raid di Teheran sono diretti solo contro le basi e gli interessi americani nella regione”.
Teheran assicura che la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, che ha preso il posto del padre ucciso in un raid israeliano il primo giorno della guerra, “è in buona salute e in pieno controllo della situazione”. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha anche espresso la disponibilità dell’Iran ad accogliere con favore “qualsiasi iniziativa regionale per porre fine in modo giusto alla guerra”, anche se al momento “sul tavolo” non c’è alcuna proposta specifica.
La Gran Bretagna “sta operando intensamente con i Paesi alleati”, inclusi gli Stati Uniti, per capire cosa sia possibile fare per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro dell’Energia, Ed Miliband, dopo che Donald Trump ha chiesto ai Paesi di inviare navi militari per scortare le petroliere lungo il passaggio. “Stiamo parlando con i nostri alleati. Ci sono modi diversi con cui possiamo rendere possibile la navigazione. Stiamo operando intensamente con i nostri alleati per capire cosa sia possibile fare, perché è così importante che lo Stretto sia aperto”, ha dichiarato Miliband in una intervista alla Bbc. La riapertura dello Stretto “è una priorità per il mondo”.
I Pasdaran minacciano di uccidere Benjamin Netanyahu. In un post su Telegram rilanciato dall’agenzia di stampa Mehr, i Guardiani della rivoluzione iraniani scrivono: “Il destino incerto del criminale primo ministro israeliano e la possibilità che lui e la sua famiglia vengano uccisi o fuggano… mettono in luce la crisi e l’instabilità di Israele. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con ogni mezzo.”
“Non so se è ancora vivo”. Così Donald Trump ha risposto a Nbc News che gli chiedeva delle sorti di Mojataba Khamenei, eletto una settimana fa nuova Guida suprema e da allora mai apparso in pubblico. “Al momento nessuno è stato in grado di mostrarlo”, ha aggiunto il presidente americano. “Sto sentendo che non è vivo, se lo è – ha intimato – dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese, che è arrendersi”. Trump ha poi precisato che quelle sulla sua morte sono “voci”.
“L’Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc news, senza entrare nel merito di cosa intenda per termini non sufficientemente buoni.,
L’Idf ha annunciato l’inzio di una nuova ondata di raid aerei “estensivi” contro obiettivi del regime e infrastrutture nell’ovest dell’Iran.
L’Iran continua a colpire anche i Paesi del Golfo in rappresaglia per l’attacco di Usa e Israele. Esplosioni sono state registrate a Manama, capitale del Bahrein, alle prime ore del giorno, scrive l’agenzia di stampa francese Afp. Nel Bahrein si trovano basi militari americane. Dall’inizio della guerra, sono stati intercettati 125 missili e 203 droni e due persone sono morte. Il ministero della Difesa dell’Arabia saudita ha reso nota la distruzione di dieci droni nell’est del Paese e nella regione di Riad. Gli Emirati arabi uniti hanno intercettato missili e droni diretti contro il Paese. In tutti i Paesi del Golfo, ci sono stati dallo scorso 28 febbraio 24 morti.
I Pasdaran minacciano di uccidere Benjamin Netanyahu. In un post su Telegram rilanciato dall’agenzia di stampa Mehr, i Guardiani della rivoluzione iraniani scrivono: “Il destino incerto del criminale primo ministro israeliano e la possibilità che lui e la sua famiglia vengano uccisi o fuggano… mettono in luce la crisi e l’instabilità di Israele. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con ogni mezzo”.
Attacchi con missili balistici dall’Iran contro Israele, inclusa la zona di Gerusalemme, il sud e anche il nord del Paese. Gli attacchi sono iniziati alla mezzanotte di ieri. Non è ancora chiaro se tutti i missili siano stati intercettati.

