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Guerra, ripartono i negoziati tra Stati Uniti e Iran. In Libano sei vittime dopo raid israeliani, Trump non cede sul blocco navale

Da Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baqai ha chiarito che non sono previsti incontri diretti

Guerra, ripartono i negoziati tra Stati Uniti e Iran. In Libano sei vittime dopo raid israeliani, Trump non cede sul blocco navale

Colloqui Usa-Iran al via in Pakistan, delegazione americana attesa a Islamabad. In Libano la tregua resta fragile, superati i 2400 morti dall’inizio del conflitto

Oggi riprendono in Pakistan i negoziati tra Stati Uniti e Iran, con l’obiettivo di trovare una via d’uscita al conflitto iniziato il 28 febbraio. Nonostante Washington abbia deciso di prolungare unilateralmente il cessate il fuoco, il clima resta prudente sul piano diplomatico. Da Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baqai ha chiarito che non sono previsti incontri diretti: le posizioni iraniane verranno comunicate attraverso intermediari. La delegazione americana, guidata dagli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, è attesa nella capitale pakistana per un confronto con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi. Dopo la tappa a Islamabad, Araqchi continuerà il suo viaggio diplomatico con visite in Oman e Russia.

Il conflitto, innescato dall’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele in Iran, ha già causato migliaia di vittime e avuto conseguenze rilevanti sul piano economico. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha infatti inciso pesantemente sui mercati energetici: il Brent ha raggiunto i 105,33 dollari, mentre il WTI si è attestato a 94,40.

Rimane estremamente delicata anche la situazione in Libano, dove la tregua, estesa di tre settimane, appare sempre più fragile. Le autorità sanitarie di Beirut hanno segnalato sei vittime a seguito di raid israeliani nel sud del Paese. L’esercito israeliano ha invece dichiarato di aver ucciso sei combattenti di Hezbollah dopo aver abbattuto un drone. Il primo ministro Benjamin Netanyahu accusa il movimento sciita di ostacolare i negoziati di pace, mentre Hezbollah invita il governo libanese a interrompere ogni dialogo diretto con Israele. Dall’inizio di marzo, il bilancio del conflitto in Libano supera i 2.400 morti, con circa un milione di persone costrette a lasciare le proprie case.

Intanto, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato che il blocco navale disposto da Washington resta pienamente operativo, nonostante la proroga del cessate il fuoco e la ripresa dei colloqui. L’esercito statunitense ha diffuso immagini del cacciatorpediniere USS Rafael Peralta impegnato nell’intercettazione di un mercantile battente bandiera iraniana. Dall’avvio delle operazioni, lo scorso 13 aprile, almeno 29 imbarcazioni dirette verso porti iraniani o in partenza da essi sono state costrette a interrompere la navigazione.

Tra le azioni finora confermate figurano il sequestro con la forza di una nave cargo e il fermo di una petroliera sospettata di trasportare greggio. Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, il blocco potrebbe compromettere fino al 90% del commercio marittimo iraniano, una misura che Teheran ha definito un vero e proprio “attentato” alla propria sicurezza nazionale.

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