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Esteri
Hong Kong, cancellata la manifestazione in ricordo delle vittime di Tienanmen

La speranza della Conoscenza

Una fiammella per ardere ha bisogno di ossigeno. Allo stesso modo necessita di ossigeno il fuoco della Libertà che, invocando la rivendicazione e il rispetto dei Diritti umani e civili, brucia e si leva in tante parti del mondo: dove la Democrazia ancora muore nelle tenebre.

L’ossigeno della Libertà è rappresentato dalla Conoscenza, dalla possibilità di sapere che cosa accade, per discutere come porvi rimedio e conseguentemente deliberare la strategia risolutiva migliore. Il primo, necessario, passaggio transita attraverso la conoscenza del passato. Quel passato che il 4 Giugno del 1989 vide in Piazza Tienanmen le proteste della popolazione studentesca, desiderosa di riforme democratiche che il Partito Comunista Cinese al Governo non volle concedere. Reprimendo nel sangue gli aneliti di Libertà dei manifestanti.

Allo stesso modo, oggi, con lo stesso violento imperio, lo stesso Comunismo ancora al potere ne vieta la Conoscenza e il ricordo, cancellando a Hong Kong – per il secondo anno consecutivo – la veglia del 4 Giugno in onore delle vittime di Tienanmen. Ma se nel 2020 l’annullamento appariva almeno ufficialmente legato al timore di un dilagare del contagio da Covid-19, i divieti odierni muovono senza infingimenti nella direzione di comprimere ancora le libertà all’interno dell’ex colonia britannica. Il Ministro della Sicurezza di Pechino, John Lee, non esclude l’applicazione della nuova Legge sulla (cosiddetta) Sicurezza Nazionale, affermando come “chiunque organizzi, pianifichi o attui qualsiasi mezzo illegale per danneggiare o rovesciare il sistema fondamentale secondo la Costituzione cinese, lo faccia dando luogo a un vero e proprio sovvertimento del potere statale”. Con le conseguenze del caso. 

L’Hong Kong Alliance, associazione che da oltre tre decenni organizza la manifestazione in ricordo dei fatti di Tienanmen, ha già fatto sapere che si cercheranno altre strade, e tracceranno nuovi sentieri, per onorare, comunque, le vittime. Alle 20:00 del 4 Giugno tutta la popolazione sarà infatti invitata ad accendere una candela, simbolo di speranza, e fiammella capace di squarciare il buio del silenzio. “Fatelo ovunque Voi siate”, afferma il Vicepresidente del Comitato Chow Hang-tun, “questa non dovrebbe costituire una violazione di legge”.

Ed è dal fuoco di quell’infinità di minuscoli fiammiferi che si deve ripartire. Gettando cuore e anima oltre l’ostacolo, combattendo l’oppressione con l’ottimismo della volontà e con quella speranza che il poeta francese Charles Péguy definiva “la fede che preferisco”. E proprio in una sua opera, “Il Portico del mistero della seconda virtù”, si legge un insegnamento fondamentale per chi, soprattutto da noi in Occidente, voglia davvero costruire una Cultura della Conoscenza: “rimandate a domani quelle pene e quelle preoccupazioni che oggi vi rodono; rimandate a domani quei singhiozzi che vi soffocano quando vedete l’infelicità di oggi; quei singhiozzi che vi salgono e vi strangolano; rimandate a domani quelle lacrime che vi riempiono gli occhi e la testa; quelle lacrime che vi colano”. Perché oggi è tempo di stare in piedi e di combattere per difendere Diritto e Civiltà. 

di Sara Garino 

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