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“Invariate le capacità nucleari dell’Iran”, Trump conta i danni: 228 strutture Usa colpite

Fonti di intelligence svelano la reale situazione e gli scenari sul breve-medio termine

“Invariate le capacità nucleari dell’Iran”, Trump conta i danni: 228 strutture Usa colpite

La guerra in Iran potrebbe essere arrivata davvero a un punto di svolta, il regime di Teheran infatti entro la giornata di oggi darà una risposta a Trump sulla proposta degli Usa di raggiungere un accordo per la tregua. Ma intanto, a più di due mesi dal’inizio del conflitto, emergono dettagli non certo rassicuranti per Trump. Fonti di intelligence americane, infatti, fanno sapere che “la capacità atomica dell’Iran è immutata” e che “Teheran potrebbe avere la bomba nucleare entro un anno”. Prima del conflitto di giugno 2025 la previsione era di 3-9 mesi necessari per costruire un ordigno. Dopo si è passati a un periodo di 9-12, una conseguenza dei ripetuti strike condotti su Natanz, Isfahan e Fordow che avrebbero causato danni parziali. La nuova offensiva – sostiene la fonte dell’Intelligence alla Reuters- avrebbe solo creato problemi agli ingressi dei tunnel e per questo è rimasta la scadenza di un anno.

È però anche vero che non essendo stato possibile compiere ispezioni nei laboratori, in apparenza inaccessibili, non si hanno dati diretti e precisi. Più dettagliato invece è il report sui danni subiti dagli Usa. Una situazione più grave di quanto fin qui emerso dalle conferenze di Trump. Le basi militari americane in Medio Oriente hanno subito danni molto più estesi di quanto ammesso ufficialmente: un’analisi del Washington Post basata su immagini satellitari ha documentato 228 strutture o equipaggiamenti colpiti in 15 siti. Dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, sette soldati sono morti e oltre 400 sono rimasti feriti.