Sul delitto di Garlasco emergono nuovi dettagli legati ai comportamenti di Andrea Sempio. Su questo aspetto, in particolare sulle intercettazioni ambientali contestate a Sempio in cui si fa riferimento al presunto “rifiuto di Chiara”, interviene a Storie Italiane, il programma su Rai1 condotto da Eleonora Daniele, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti: “Da un lato c’è la grande tentazione, anche mediatica, di spostare l’attenzione da Alberto Stasi a Sempio. Ma il tema dell’intercettazione esce dal seminato. Non è perché si imita una voce che si commette un omicidio. Il problema è che ai tempi delle intercettazioni ambientali non c’erano state trasmissioni in cui si facesse riferimento a questo rifiuto. Dettagli più stringenti, anche sul video, non è la prima volta che ne sentiamo parlare. Questi passaggi giustificherebbero l’attività dei pm più intensa“.
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Scotti a Storie Italiane: “Vicini a una svolta”
In un secondo passaggio durante la trasmissione il direttore di Affaritaliani Marco Scotti ha dichiarato: “Mi concentro sulla comunicazione, non ho mai sentito parlare un avvocato in questi termini, definendo il proprio assistito “un babbione”, come ha fatto ieri dopo l’interrogatorio di Sempio la sua legale Angela Taccia. La sensazione è che si sia vicini a un punto di svolta, anche dai comportamenti inusuali degli avvocati di Sempio”.
Scotti a Storie Italiane: “Indagini fatte solo guardando dal buco della serratura”
Il direttore di Affaritaliani Marco Scotti ha poi aggiunto: “Ora si dice che il killer avrebbe potuto allontanarsi a piedi. Ma come sono state fatte queste indagini? Non si è mai voluti spingere oltre la soglia della porta e aprirla, si è solo guardato dal buco della serratura. Stasi, oltre a passare questi anni di carcere, ha dovuto risarcire anche 850 mila euro alla famiglia Poggi che si è giustamente costituita parte civile. Perché ora si parla della possibilità di potersi muovere a piedi, mentre prima si parlava della bicicletta. Non potevano accorgersene prima. Ora si propende verso altre direzioni a livello investigativo, ma sono stati commessi molti errori“.

