Il corteo era stato promosso da sigle della sinistra pacifista per chiedere la fine delle ostilità dopo l’escalation militare tra Washington e Teheran.
L’intervento di Leila ha però riportato l’attenzione sulle violenze interne al Paese e sulla repressione delle proteste contro il regime.
Una frattura che riflette un dibattito più ampio: come si declina oggi il pacifismo? Solo contro le guerre esterne o anche contro le repressioni interne?
