Iran, su Affaritaliani le testimonianze di italiani bloccati nei paesi del Golfo
La crisi in Medio Oriente, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalle successive ritorsioni di Teheran verso gli Stati del Golfo, ha stravolto la vita quotidiana di residenti e viaggiatori italiani nella regione. “A Dubai abbiamo visto missili intercettati proprio sopra le nostre teste”, racconta M. ad Affaritaliani, trasferitasi tempo fa negli Emirati. “Mentre a Doha la situazione è leggermente più serena, ma ancora in stallo e con poche certezze sul rientro”, aggiunge S., studentessa bloccata in Qatar e intervistata sempre da Affaritaliani.
L’escalation militare ha portato alla chiusura e sospensione dei voli commerciali in gran parte del Medio Oriente, causando la cancellazione di migliaia di collegamenti e lasciando decine di migliaia di persone bloccate, tra cui oltre 70.000 italiani tra residenti e temporanei. Per far fronte alla situazione, il governo italiano ha istituito una “Task Force Golfo” alla Farnesina, con l’obiettivo di coordinare l’assistenza ai connazionali e organizzare voli speciali di rientro in collaborazione con le autorità locali.
Nella serata di ieri, il primo charter con 127 italiani provenienti dall’Oman è atterrato a Fiumicino, mentre oggi sono previsti altri voli: circa 300 persone da Mascate (Oman) verso Roma e un volo speciale da Abu Dhabi a Milano con circa 200 studenti italiani, molti minorenni, bloccati a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo. Le autorità italiane ribadiscono che monitoraggio e protezione dei cittadini rimasti nell’area restano una priorità assoluta, con ambasciate e consolati pronti a fornire assistenza, alloggi e informazioni aggiornate.
M., residente a Dubai, racconta: “Sabato e domenica è stata dura: nella zona residenziale abbiamo sentito molti boati che sembravano davvero vicini. Dal balcone abbiamo visto missili intercettati sopra le nostre teste”. Nonostante una relativa calma durante il giorno, il rumore di aerei militari e boati lontani resta costante, mentre i residenti faticano a ottenere informazioni chiare. Le esplosioni registrate a Fujeirah, a circa 100 km da Dubai, e gli attacchi notturni all’ambasciata americana a Riyadh non aiutano a fare chiarezza: “Non capiamo se certi siti siano stati obiettivi mirati o se si tratti di detriti caduti casualmente”, aggiunge M.
A Doha, S., studentessa partita dall’Australia, descrive una situazione più gestibile ma comunque incerta: “La compagnia aerea Qatar Airways sta assistendo tutti con pasti e hotel. Ogni tanto sentiamo forti boati, soprattutto di notte, ma di giorno è relativamente tranquillo. Siamo pronti con telefoni e power bank carichi, e anche contanti, in caso di urgenze. Gli Stati del Golfo stanno facendo il possibile per proteggere tutti, ma l’allerta è alta e costante. Al momento non possiamo fare altro che aspettare di avere la possibilità di rientrare. Speriamo di tornare a casa presto”.

