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Crisi in Iran, centinaia di petroliere e navi ferme ai lati dello Stretto di Hormuz. Gli effetti devastanti a livello globale

Crisi in Iran, centinaia di petroliere e navi ferme ai lati dello Stretto di Hormuz. Gli effetti devastanti a livello globale
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Secondo dati citati da Al Jazeera e basati su stime Reuters, almeno 150 petroliere e navi che trasportano gas naturale liquefatto (GNL) hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo oltre lo Stretto di Hormuz, dove normalmente transita una parte significativa del petrolio mondiale, dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. Le stime parlano anche di decine di altre navi ferme dall’altro lato dello stretto, in attesa di condizioni di navigazione più sicure. Le unità sono ancorate al largo delle coste dei principali Paesi produttori di petrolio e GNL della regione, tra cui Iraq, Arabia Saudita e Qatar. La situazione è nata in seguito alle operazioni militari in Medio Oriente, che hanno spinto molte compagnie di navigazione a sospendere temporaneamente il transito del Golfo per motivi di sicurezza. Secondo dati Reuters, diverse compagnie petrolifere, operatori di navi cisterna e trader hanno già sospeso le spedizioni di greggio, carburante e GNL attraverso lo Stretto di Hormuz dopo che rischi percepiti legati al conflitto sono aumentati.

Tabarelli: “Il blocco di Hormuz? Un cataclisma per il prezzo del petrolio”

“Il blocco sarebbe un cataclisma. Insisto. Perché il prezzo del petrolio è internazionale, ma condiziona anche quello interno americano ed è strettamente legato da quanto accade ad Hormuz”. Così Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un’intervista al Messaggero, parlando del blocco dello Stretto di Hormuz in Iran, dove transita il 20% del petrolio globale . “È dal 1980 che vanno avanti le minacce. Ora vediamo che succede. Se l’Iran riesce davvero a bloccare il transito delle petroliere. E vediamo anche quanto dura l’operazione di Trump”. Ma se a chiudere lo stretto di Hormuz “non ci sono riusciti in passato non vedo come possano farlo oggi” sostiene Tabarelli. Il petrolio comunque, a suo parere, “ha perso di importanza negli anni. Perché gli Stati Uniti sono diventati indipendenti”. D’altra parte, il “vero legame” tra l’attacco al Venezuela e all’Iran, dice, “sta nel fatto sono due esempi di dannazione del petrolio. Dietro il greggio si è costruito il potere di dittature e teocrazie”. “Lo strapotere militare americano è un dato di fatto. In caso di blocco reale dello stretto il prezzo del petrolio potrebbe anche esplodere trasformandosi in un vero rischio per Trump in vista delle elezioni di Midterm. Ora i prezzi della benzina sono bassi, ma nessun presidente americano si può permettere prezzi alti della benzina” ha concluso Tabarelli.