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Iran, il Giappone valuta l’invio di dragamine nello Stretto di Hormuz dopo la richiesta Usa

Tokyo studia una missione di sminamento post-ostilità: “Opzione per tutelare interessi nazionali nel rispetto della Costituzione pacifista”

Iran, il Giappone valuta l’invio di dragamine nello Stretto di Hormuz dopo la richiesta Usa
Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Il governo giapponese sta valutando l’invio di unità dragamine delle Forze marittime di autodifesa nello Stretto di Hormuz, in risposta a una richiesta avanzata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha chiesto un contributo alla sicurezza della navigazione nello snodo strategico per il traffico globale di petrolio. Secondo quanto riportato, il Partito Liberal Democratico giapponese ha proposto di considerare una missione di sminamento da parte delle Forze marittime di autodifesa Japan Maritime Self-Defense Force, una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, definendola una possibile misura per proteggere gli interessi nazionali nel rispetto dei vincoli normativi interni.

L’ipotesi rientra nel quadro giuridico della cosiddetta Costituzione pacifista giapponese, che limita fortemente l’impiego militare all’estero. Tuttavia, la normativa consente operazioni tecniche come lo sminamento di aree di conflitto, già sperimentate in passato. Un precedente risale al 1991, quando il Giappone inviò dragamine nel Golfo Persico dopo la Guerra del Golfo per attività di bonifica post-bellica. Il dibattito attuale coinvolge anche la premier Takaichi, che ha ricordato i limiti costituzionali alle operazioni militari giapponesi, sottolineando la necessità di valutare attentamente ogni intervento alla luce della legge sulle Forze di autodifesa.

La questione è strettamente legata anche alla sicurezza energetica del Giappone, che dipende per circa il 90% dalle importazioni di petrolio via mare, e alla necessità di garantire la stabilità delle rotte nello Stretto di Hormuz, considerato uno dei passaggi strategici più sensibili al mondo.