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Esteri
Iraq, centomila cristiani in fuga. Papa: fermare la persecuzione

La fuga dei cristiani addolora e preoccupa ogni giorno di più Papa Francesco, che si rivolge alla comunità internazionale con un accorato appello a "porre fine a un dramma umanitario in atto. E perché si adoperi a proteggere i minacciati dalla violenza e assicurare aiuti agli sfollati". L'appello del Pontefice è indirizzato anche alla "coscienza di tutti" e alla preghiera di tutti i cristiani e le Chiese. Perché, come scrive in un tweet, "il cristiano è uno che sa abbassarsi perché il Signore cresca, nel proprio cuore e nel cuore degli altri". Intanto negli Usa, mentre il Consiglio di Sicurezza è in procinto di riunirsi sulla crisi irachena, il New York Times, citando fonti dell'amministrazione statunitense, scrive che Barack Obama sta valutando l'ipotesi di bombardamenti aerei sui jihadisti dell'Isis.

Le parole di Papa Francesco sono scritte anche in una dichiarazione letta dal capo della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. "Il Santo Padre segue con viva preoccupazione le drammatiche notizie che giungono dal nord dell'Iraq e che interessano popolazioni inermi. Particolarmente colpite sono le comunità cristiane: è un popolo in fuga dai propri villaggi a causa della violenza che in questi giorni sta imperversando e sconvolgendo la regione", riporta padre Lombardi.

Papa Francesco, aggiunge il portavoce, "rinnova la sua vicinanza spirituale a quanti stanno attraversando questa dolorosissima prova e si unisce agli appelli accorati dei Vescovi locali, chiedendo, insieme a loro e per le loro Comunità tribolate, che salga incessante da tutta la Chiesa una preghiera corale per invocare dallo Spirito Santo il dono della pace".
 
Padre Lombardi ricorda la preghiera dell'Angelus dello scorso 20 luglio, quando Bergoglio "aveva esclamato con dolore: i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in colui che ha vinto il male!'".

Facendo "appello alla coscienza di tutti e ad ogni credente", il Papa invoca che "il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza, la violenza si vince con la pace: preghiamo in silenzio, chiedendo la pace".

Dopo la grande fuga di metà luglio da Mosul, i cristiani ora scappano da Qaraqosh. La principale città dell'Iraq per presenza cristiana e le zone circostanti sono state conquistate dai miliziani dell'autoproclamato califfato islamico. "Al momento so che le città di Qaraqosh, Tal Kayf, Bartella e Karamlesh sono sotto il controllo dei miliziani dopo che la popolazione è fuggita", ha detto Joseph Thomas, arcivescovo caldeo di Kirkuk e Sulaimaniyah. Decine di migliaia di persone sono in fuga. Diversi abitanti hanno confermato che tutta la zona nel nord dell'Iraq, dove risiede la maggior parte della comunità cristiana del Paese, è finita sotto il controllo dei jihadisti.

sono fuggiti senza portare via niente, solo con gli abiti che avevano indosso, alcuni di loro a piedi, per raggiungere il Kurdistan", ha detto.

''I cristiani hanno dovuto abbandonare tutto, persino le scarpe, e scalzi sono stati instradati a forza verso l'area del Kurdistan. La situazione dei cristiani cacciati è disperata perché ad Arbil, la capitale del Kurdistan iracheno, non sono intenzionati ad accoglierli perché non sanno come ospitare queste migliaia di persone'', ha detti il cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che in precedenza era stato Nunzio apostolico in Iraq e conosce bene la situazione del Paese.

L'avanzata arriva dopo che i militanti sunniti hanno inflitto una sconfitta umiliante alla forze curde nel fine settimana. Lo Stato islamico, che ha proclamato un califfato nella parte di Iraq e Siria che controlla, si è scontrato ieri con i peshmerga a Makhmur, città vicino ad Arbil, la capitale della zona semiautonoma curda. Nell'ultima avanzata, i combattenti hanno preso il controllo di Makhmur, di Tilkaif - città a prevalenza cristiana - e di Al Kwair, riferiscono i testimoni.

Migliaia di persone della minoranza religiosa degli yazidi stanno fuggendo verso la Turchia dalla provincia di Niniveh nel nord dell'Iraq, dopo essere finiti nel mirino dei jihadisti soprattutto dopo la conquista domenica di Sinjar, dove maggiore è la loro presenza.

Ieri, cinque attentati, di cui quattro realizzati con autobombe, hanno causato la morte di almeno 30 persone in diversi quartieri di Bagdad. Una settantina i feriti.

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