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Esteri
Kohl, (politicamente) quasi nessuno lo rimpiange

Helmut Kohl è morto all'età di 87 anni. Con tutto il rispetto per la vita umana, pochi (politicamente) rimpiangeranno l'ex Cancelliere tedesco. Subito dopo l'apertura del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, Kohl ha preteso non la Riunificazione tedesca ma l'annessione della Germania Est da parte della Germania Ovest. Un progetto a tappe forzate che giustamente allarmò subito Francia, Regno Unito e l'Italia di Andreotti non appena presentato al Bundestag (all'epoca ancora a Bonn).

Il risultato della mossa di Kohl, avallata dal mite Gorbaciov impegnato a smantellare l'impero sovietico, portò all'umiliazione degli 'ossis' (i tedeschi dell'Est), che ancora oggi rimpiangono la DDR con la famigerata Nostalgie, scaricando i costi dell'annesione della parte orientale della Germania sull'intera Unione europea attraverso la corsa verso la moneta unita.

Kohl, padre politico di Angela Merkel che viene proprio dall'Est e fino al 1989 era una perfetta sconosciuta, è stato l'artefice dell'attuale germanizzazione dell'Europa con tutti i disastri annessi e connessi, primo fra tutti la tragedia del popolo greco. Kohl è stato responsabile di una integrazione Ue quasi forzata solo per permettere alla nuova Germania unificata ma non unita di pagarsi la velocissima annessione della DDR (il 9 novembre 1989 viene aperto il Muro e il 3 ottobre 1990 viene proclamata la Riunificazione) illudendo i cittadini dell'Est che avrebbero avuto nel giro di pochi mesi lo stesso livello di benessere dei wessis (i tedeschi dell'Ovest).

Ma basta andare oggi a Potsdam o a Lipsia, a Dresda o a Chemnitz (Karl Marx Stadt all'epoca del socialismo reale) per capire quanto sia ancora rimpianta la DDR e quanto la pseudo-Riunificazione tedesca sia sostanzialmente fallita. Ovviamente dai leader italiani ed europei è partito il festival della retorica nel ricordare il "padre dell'Europa" e della "Germania attuale".

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helmut kohl morto germania
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