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Esteri
La cultura? Un accessorio. Il radicalismo islamico docet

di Gianni Pardo

Malgrado mille esperienze quotidiane, rimaniamo tutti convinti che l’uomo sia un essere razionale. È un errore. L’uomo è anche razionale, è occasionalmente razionale, forse addirittura per eccezione razionale. Ciò che lo domina, come singolo, è di solito l’affettività, e come nazione la civiltà, il temperamento. E con questa chiave potremmo meglio capire il comportamento di interi continenti. L’Estremo Oriente è caratterizzato da un temperamento pragmatico e alieno dalla metafisica. In esso bisogna distinguere da un lato i giapponesi, i quali hanno un “pragmatismo onorevole” e, accanto alla normale voglia di vivere bene, sono capaci di combattere guerre aggressive perché pensano di meritare un impero; e dall’altro i cinesi, caratterizzati dal pragmatismo edonistico.

La Cina è da sempre dedita ai commerci, al guadagno, e a godersi la vita. Anche all’estero - nel Sud Est asiatico, negli Stati Uniti o perfino in Italia - i cinesi sono talmente dediti alla vita pratica da non dare nessun fastidio. La follia maoista è stata una parentesi. Oggi dei cinesi terroristi, fanatici o violenti, sembrano un’assurdità. Il resto dell’Estremo Oriente è più o meno in linea con questi due poli. Fino al caso esemplare del Vietnam del Nord, “giapponese”, aggressivo e militarista, che invade il Vietnam del Sud, “cinese”, pacifico ed edonista. In Occidente invece prevalgono l’astrazione e la metafisica. E queste due tendenze conducono a risultati contraddittori. Da un lato creano, appunto, una metafisica, che sin dal tempo dei greci porta il pensiero alle sue più alte vette.

Dall’altro (si pensi ad Aristotele) danno inizio ad una scienza che, se fallì nella concretezza, non fu perché non impiegava tutta l’intelligenza possibile (Eratostene avrebbe meritato più di un Nobel) ma perché le mancarono i dati e gli strumenti essenziali. Quando, con Galileo e col cannocchiale, si riunirono capacità di pensiero astratto – il Pisano creò il metodo scientifico – e un accettabile strumento di osservazione, nacquero l’astronomia e la scienza moderna. La tendenza all’astrazione è invece quella che ha spinto milioni di uomini a prendere sul serio la religione e ad insanguinare l’Europa in suo nome, con le note guerre. È ancora la tendenza all’astrazione che ha spinto l’Occidente a creare il marxismo e a cercare di imporlo al mondo.

Fra l’altro il comunismo ha avuto connotazioni religiose, fino a trascurare la verifica dei risultati concreti e al fanatismo, ma nel frattempo pretendeva addirittura di avere basi scientifiche. Questa fede nel pensiero astratto e razionale ha fatto sì che gli occidentali non abbiano concepito che altri “mondi” potessero avere un’altra mentalità. Gli è sembrato impensabile che essi potessero non apprezzare i risultati di un sistema di vita e di pensiero che ha condotto loro alla libertà e alla prosperità. E per questo hanno potuto credere che, se appena ne avessero avuto la possibilità, l’Iraq di Saddam Hussein o la Libia di Gheddafi si sarebbero dati alla democrazia. Nel Medio Oriente di religione islamica impera invece una mentalità che non è né pragmatica, né razionale. Tanto che si stenta a trovare un aggettivo che la riassuma. Se le nazioni di questa parte del mondo avessero avuto il senso della realtà, avrebbero pensato a sfuggire alla povertà, come hanno fatto con successo tanti Paesi del Sud Est asiatico.

Perfino quelli che – come il Vietnam o la Cambogia – si erano dati al comunismo di più stretta osservanza. Invece, pure in presenza di notevoli risorse del loro territorio, sono rimasti poveri o al massimo “ricchi parassitari delle royalties”. Che rimarranno ricchi finché dureranno le royalties. In questi Paesi – a partire dal califfo Omar - si nota una sorta di rifiuto della cultura, sentita come inutile ed estranea. Gli “arabi” leggono poco, non traducono in arabo i testi stranieri, e si autoemarginano dal dibattito culturale. I livelli di alfabetizzazione rimangono bassi e quel ch’è peggio sono sempre subordinati ai “mores”. Un uomo diviene ingegnere, ma poi non accetta l’uguaglianza della donna. Questa mentalità si potrebbe definire latu sensu religiosa: ma non nel senso di “islamica”, quanto nel senso di aderente a principi ritenuti validi al di fuori di ogni ragionamento, di ogni dimostrazione e di ogni esperienza.

I principi che informano la vita di queste nazioni sono profondamente radicati nell’animo di tutti e da questo nasce, in alcuni, l’integralismo islamico. Insomma non è l’Islàm che ha provocato questa mentalità, è questa mentalità che ha fatto trionfare l’Islàm. Gli sforzi fatti dall’Occidente per regalare a questi popoli la democrazia e la libertà sono stati vani perché essi non ne sentono l’esigenza. Litigiosi e aggressivi, sono piuttosto disposti a combattere per motivi tribali che per conquistare i diritti civili. Anche in occasione dell’eterna guerra contro Israele, non badano per nulla agli utili che potrebbero ricavare dalla pace: i palestinesi starebbero infinitamente meglio, economicamente, se collaborassero con Gerusalemme, che potrebbe dare lavoro a molti di loro.

Invece – come nel caso della Striscia di Gaza – piuttosto che chiedersi razionalmente che cosa gli convenga fare, preferiscono vivere pressoché esclusivamente della carità internazionale e procurarsi qualche guaio aggiuntivo sparando razzi contro la popolazione di Ashdod. Dal momento che prevedibilmente nessuno di questi mondi cambierà, non rimane che accordarsi con chi è disposto ad accordarsi e tenere lontani gli altri, in particolare limitando l’immigrazione islamica. Ma l’Occidente non è tanto razionale quanto si potrebbe desiderare.

*pardonuovo.myblog.it 

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