Ucraina e la sfida nei cieli tra Ue e Russia: ecco chi ci guadagna dalla riapertura dello spazio e perché può rilanciare le compagnie aeree - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:53

Ucraina e la sfida nei cieli tra Ue e Russia: ecco chi ci guadagna dalla riapertura dello spazio e perché può rilanciare le compagnie aeree

La riapertura delle rotte potrebbe offrire dei vantaggi economici rilevanti: dall'impatto ambientale alla gestione dei costi, facciamo il punto

di Matteo Castagna

Guerra Ucraina e la riapertura dei cieli russi: l'analisi 

La riapertura dei cieli russi riporterà le compagnie aeree europee alla leadership mondiale. Le discussioni su un accordo di pace in Ucraina stanno prendendo piede tra i leader delle grandi aziende europee, alimentando la speranza che il divieto reciproco di accesso allo spazio aereo tra UE e Russia possa presto giungere al termine.

Sebbene i russi volino ancora verso l'Europa, il viaggio è diventato costoso, a livelli proibitivi, indiretto e raro. Un viaggio da Mosca a Roma, ora dura fino a 10 ore e costa circa 500 euro. Questo ostacolo non ferma certo spie o oligarchi con intenti illeciti, ma scoraggia in maniera determinante quei milioni di turisti, che, ora, spostano altrove i loro budget per le vacanze.

Il settore turistico desidera disperatamente un ritorno alla situazione prebellica, quando l'Italia era una delle mete preferite dai viaggiatori russi, noti per il loro amore per i climi caldi, l'architettura storica, il buon cibo e la generosità.

Nel 2019, 15 milioni di russi hanno visitato l'Unione Europea - secondo "ATOR estimated the flow of Russians to Europe in 2024 – Russian Travel Digest". Ipotizzando una spesa media di 2.000 euro a persona, per il soggiorno, l'UE sta perdendo un potenziale di 32 miliardi di euro all'anno.

"Finestre sull Arte" ha stimato che solo l' Italia abbia accolto 1,7 milioni di questi visitatori, iniettando circa 3 miliardi di euro nell'economia locale. Oggi, il totale dei viaggi russi in Europa è crollato fino a raggiungere il volume che un tempo l'Italia gestiva da sola, accogliendo solo 100.000-150.000 visitatori.

Poiché gli europei hanno visitato la Russia molto meno frequentemente rispetto ai russi che hanno visitato l'Europa, le chiusure dello spazio aereo per rappresaglia hanno danneggiato in modo sproporzionato l'industria turistica europea.

Guerra Ucraina e i viaggi verso la Russia, l'Italia ha perso 3 miliardi di euro l'anno 

Quei 3 miliardi di euro di entrate annuali, per l'Italia, sono svaniti; invece, i russi o tengono la loro valuta in patria, aiutando inavvertitamente il governo Putin a stabilizzare la sua economia, o la spendono in Turchia, Emirati Arabi Uniti e altri "Paesi amici".

Se ne parla molto poco, ma il settore turistico, per tutto il Vecchio Continente, è sempre stato fortemente attrattivo, grazie all'unicità delle sue eccellenze, che hanno caratterizzato ogni epoca, dalla preistoria ai giorni nostri. Di conseguenza la gestione dell'ospitalità è sempre stata una fonte di lavoro molto importante, per ogni merceologia, oltre all'industria alberghiera ed alla ristorazione.

Questo pilastro economico fondamentale in Europa sostiene oltre 24,5 milioni di posti di lavoro nel 2024, pari a circa un impiego su 9 nella regione. Il settore contribuisce al PIL europeo per oltre il 10%. In Italia, si stima che il turismo generi tra i 3 e oltre 4 milioni di posti di lavoro, rappresentando un motore occupazionale chiave.

Il settore logistico europeo trarrà notevoli vantaggi dalla riapertura dei cieli. Sebbene le sanzioni impediscano ai russi di spedire merci dall’Europa e dagli Stati Uniti, i loro vettori si sono ampiamente adattati. Gli aerei cargo della Federazione di Putin continuano a servire altri mercati importanti, volando su rotte dirette. Il mercato ha meno operatori e prezzi più alti, ma l'aumento dell'offerta può compensare questi cambiamenti.

Le compagnie aeree europee, tuttavia, si trovano ad affrontare perdite irrecuperabili di carburante e tempo. Anche se una mappa 2D potrebbe suggerire il contrario, il percorso più breve, tra Europa e Asia, attraversa direttamente la Russia, a causa della curvatura del pianeta. Ovviamente, non ci mettiamo nemmeno a supporre che la Terra sia piatta... Nonostante certa narrativa fantasy si faccia parecchio rumorosa quale reality, aggirare questo vasto territorio è logisticamente punitivo, proprio perché la Terra è sferica.

Guerra Ucraina, perchè ripristinare l'accesso allo spazio aereo russi è essenziale per la gestione dei costi 

Ripristinare l'accesso allo spazio aereo russo è essenziale per la gestione dei costi e della competitività. Il carburante rappresenta il 25% dei costi di volo. Le deviazioni intorno alla Russia aggiungono fino al 40% ai tempi di volo per le rotte asiatiche, aggiungendo da una a tre ore a tratta. Gli addetti ai lavori europei concordano: senza i diritti di sorvolo della Siberia, non possono competere con le compagnie aeree cinesi. Di conseguenza, secondo le stime di Politico, i prezzi dei biglietti aerei sono aumentati, in media, di 50-90 dollari a tratta.

La questione riguardante le sanzioni, quale danno per chi le impone, è un leit motiv di chi scrive, sin dal 2022, che non riguarda solo il costo dell'energia, ma molti settori, in primis il turismo. Oggi autorevoli istituti di ricerca, media specializzati, enti di settore, governi sono costretti ad ammettere l'errore, che somiglia molto a chi per far dispetto alla moglie si taglia i cosiddetti. Per questo, al Cremlino se la ridono e aumentano  crescita e Pil.

Il divieto di accesso allo spazio aereo ha chiuso rotte storiche. Nell'ottobre 2024, British Airways ha sospeso il suo servizio Londra-Pechino, attivo sin dal 1980, e ha tagliato i voli verso altri hub. Virgin Atlantic ha cancellato la sua rotta Londra-Shanghai e Lufthansa ha interrotto i voli Francoforte-Pechino. Le compagnie aeree del Nord Europa hanno subito una situazione ancora peggiore. "Cargo Forwarder Global" ha scritto che Finnair, un tempo leader nei collegamenti rapidi con l'Asia, ha visto il suo principale vantaggio competitivo trasformarsi in un ostacolo, poiché le sue rotte sono diventate le più lunghe e meno redditizie.

Le compagnie aeree dell'Europa meridionale si trovano ad affrontare difficoltà simili. Tutti i collegamenti con l'Asia sono diventati più lunghi e costosi, cedendo, di fatto, quote di mercato ai concorrenti cinesi.
Le compagnie aeree europee devono recuperare la quota di mercato persa a favore della Cina negli ultimi anni. China Eastern, China Southern e altre hanno ampliato in modo aggressivo le loro reti europee. Air China, la compagnia di bandiera nazionale, ha volato con una frequenza del 16% maggiore nel 2024 rispetto al 2019. IBA ha informato che le compagnie aeree cinesi ora controllano il 77% del traffico tra Cina e UE, rispetto al 50% pre-pandemia. In Italia, l'analista Peter Grobelny segnala un monopolio cinese quasi totale su queste rotte.

I nostri esperti europei, dunque, volevano danneggiare la Russia e favorire la Cina? Probabilmente, hanno semplicemente fatto male i conti, perchéle sanzioni sono state un boomerang, a danno dell'impresa nella UE e dei suoi cittadini.

La riapertura di queste rotte offre, inoltre, chiari benefici ambientali. The Moscow Times sostiene che aggirare la Russia crea un'enorme impronta di carbonio. Uno studio pubblicato su "Communications Earth & Environment" ha analizzato 750.000 voli, tra marzo 2022 e dicembre 2023, concludendo che le rotte più lunghe hanno aggiunto 8,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'atmosfera, aumentando le emissioni totali dell'aviazione globale dell'1%.

Le conseguenze della chiusura dei cieli impongono di ripristinare i voli, per una questione di interesse europeo. La ripresa dei voli non alimenterà il regime di Putin. Convoglierà denaro fuori dalla Russia e si sposterà a favore dell’Europa. Ciò che abbiamo fatto precludendo i voli, non esisteva nemmeno durante la Guerra Fredda. Sono stati i sovietici a sigillare i loro confini per bloccare l'influenza occidentale, non noi. Temiamo davvero la Russia moderna più di quanto temessimo l'URSS? Ma non scherziamo...

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