Come tutti i grandi leader, il Presidente Mitterrand (1916-1996), nei suoi 14 anni all’Eliseo, commise degli errori. Tuttavia, appare eccessivo “incolparlo”, 18 anni dopo la sua scomparsa, per l’ exploit di Marine Le Pen, come ha fatto, sul “Corriere della Sera”, lo scrittore Claudio Magris. Semmai, “Roi Francois”- definito “Le Florentin”, perché si ispirava a Machiavelli- non ha fatto crescere e maturare, politicamente, validi dirigenti del PS, da lui rilanciato, in grado di non farlo rimpiangere. Un errore, questo, comune, a molti statisti. Prima Jospin e poi Hollande si sono rivelati governanti modesti. Con Mitterrand Presidente, Jean Marie Le Pen era relegato all’estrema destra, con un partito ininfluente, non sdoganato come il MSI di Fini da Berlusconi, e che ancora non aveva rinnegato- come ha fatto donna Marine- il negazionismo nazifascista dell’Olocausto. Colpa della legge elettorale la crescita del Fronte nazionale ? E’ sbagliato e limitativo attribuire la nascita o la frenata dei movimenti di protesta alle leggi elettorali. Il “porcellum” di Calderoli, in Italia, non ha impedito l’exploit di Beppe Grillo. La visibilità Marine Le Pen l’ha conquistata grazie alla sua capacità di non parlare, come faceva il padre, solo ai nostalgici e ai fascistoni, ma di esprimere e di rappresentare ii sentimenti e la rabbia dei francesi, travolti dalla crisi economica. Il resto lo hanno fatto gli errori e l’inettitudine dei 2 maggiori partiti francesi, orfani di leadership autorevoli e carismatiche come quelle, a sinistra, di Mitterrand e, nel centrodestra, ex gollista, di Giscard d’Estaing e di Chirac, dopo il rapido declino di Sarkozy. Pietro Mancini
Le Pen colpa di Mitterand? Caro Magris, non esagerare
