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Libertà di stampa, l’editore del New York Times: “Da Trump troppe pressioni. I media? Si sono piegati alla Casa Bianca”

A.G. Sulzberger denuncia le pressioni del presidente sulla libertà di stampa e critica le testate che avrebbero scelto di assecondare l’amministrazione

Libertà di stampa, l’editore del New York Times: “Da Trump troppe pressioni. I media? Si sono piegati alla Casa Bianca”

Usa, l’editore del New York Times Sulzberger: “Da Trump strumenti e poteri sempre più ampi per colpire la libertà di stampa. I media si sono piegati”

L’editore del New York Times, A.G. Sulzberger, ha lanciato un duro attacco contro Donald Trump accusando il presidente statunitense di aver intensificato le pressioni sui media e denunciando il comportamento di alcune testate giornalistiche che, a suo giudizio, avrebbero ceduto alle richieste della Casa Bianca. Intervenendo a un evento organizzato dalla Yale Law School a New York, Sulzberger ha sostenuto che Trump stia utilizzando “strumenti e poteri sempre più ampi” per colpire la libertà di stampa in maniera più aggressiva rispetto ai precedenti presidenti americani.

“Non serve a nessuno aggirare la realtà che il presidente Trump ha utilizzato una gamma sempre più ampia di strumenti e poteri per attaccare la stampa in modo molto più aggressivo rispetto ai suoi predecessori”, ha affermato l’editore, riferendosi alle iniziative dell’amministrazione contro diversi organi di informazione. Nel suo intervento, Sulzberger ha citato le restrizioni imposte dal Pentagono all’accesso dei media, successivamente giudicate incostituzionali da un tribunale federale, ma anche le azioni legali avviate da Trump contro alcune testate internazionali e statunitensi, tra cui il Des Moines Register, il Wall Street Journal e la Bbc. L’editore del New York Times ha inoltre criticato le recenti trasformazioni all’interno della Cbs dopo l’arrivo del nuovo proprietario David Ellison, facendo riferimento ai cambiamenti nella programmazione, nelle politiche editoriali e nel personale dell’emittente.

Sulzberger ha poi rivolto accuse dirette ai media che, secondo lui, avrebbero scelto di evitare lo scontro con la Casa Bianca per convenienza politica o commerciale. Tra gli esempi citati, gli accordi raggiunti in cause considerate “difendibili”, la riduzione degli spazi editoriali critici verso l’amministrazione e persino l’adozione di termini preferiti da Trump nei propri articoli. Tra questi, l’utilizzo dell’espressione “Golfo d’America” al posto di “Golfo del Messico”, una scelta che secondo Sulzberger rifletterebbe il tentativo di “accontentare l’amministrazione o favorire interessi economici”.

L’intervento dell’editore del New York Times riaccende così il dibattito negli Stati Uniti sul rapporto tra politica, potere economico e indipendenza dell’informazione, in un clima sempre più teso tra la Casa Bianca e parte della stampa americana.

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