Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione di Teheran nei colloqui del fine settimana con Washington, ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul tema dei prezzi dei carburanti, dopo la minaccia di blocco dello Stretto di Hormuz. Ghalibaf ha pubblicato su X un’immagine con i prezzi della benzina nell’area della Casa Bianca, commentando: “Godetevi i prezzi attuali alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto proverete nostalgia per una benzina a 4-5 dollari al gallone“. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che non gli importa se l’Iran tornerà o meno al tavolo dei negoziati con Washington dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan. “Non mi importa se tornano oppure no. Se non tornano, per me va bene”, ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews, nel Maryland, al rientro dalla Florida.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran “sta reggendo bene” dopo il fallimento della maratona negoziale del fine settimana in Pakistan. “Direi che sta reggendo bene. Il loro esercito è distrutto. L’intera marina è sott’acqua”, ha detto il presidente ai giornalisti dopo il rientro a Washington dalla Florida, aggiungendo che alle 10 del mattino di lunedì, ora della costa Est, gli Stati Uniti avvieranno un blocco dello Stretto di Hormuz.
Nuova impennata dei prezzi del petrolio dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un blocco navale dello Stretto di Hormuz, in seguito al fallimento dei negoziati di pace con l’Iran svoltisi a Islamabad sotto la mediazione del Pakistan. Alla riapertura delle contrattazioni, il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio è salito di oltre l’8%, riportandosi sopra quota 104 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord con consegna a giugno si attestava intorno ai 102 dollari, in rialzo del 7%. Il blocco prolungato di Hormuz, secondo gli analisti, potrebbe portare il petrolio anche fino a 200 dollari al barile, con conseguenze drammatiche per il mondo intero. L’ad di Eni, Nuova impennata dei prezzi del petrolio dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un blocco navale dello Stretto di Hormuz, in seguito al fallimento dei negoziati di pace con l’Iran svoltisi a Islamabad sotto la mediazione del Pakistan. Alla riapertura delle contrattazioni, il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio è salito di oltre l’8%, riportandosi sopra quota 104 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord con consegna a giugno si attestava intorno ai 102 dollari, in rialzo del 7%. Il blocco prolungato di Hormuz, secondo gli analisti, potrebbe portare il petrolio anche fino a 200 dollari al barile, con conseguenze drammatiche per il mondo intero. L’ad di Eni, Claudio Descalz ha definito il caos a Hormuz “l’evento più importante negli ultimi 40 anni“.
Descalzi lo ha definito

