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L’Iran minaccia di tagliare i cavi sottomarini di Internet: quali sono i rischi per la connettività globale

I media iraniani hanno diffuso il piano del Governo per imporre una tassa sull’utilizzo ei cavi che passano per lo stretto di Hormuz

L’Iran minaccia di tagliare i cavi sottomarini di Internet: quali sono i rischi per la connettività globale
cavi sottomarini Mar Baltico

L’Iran minaccia di imporre una tassa sull’utilizzo dei cavi sottomarini di Internet, ma non esclude che possa arrivare a tagliarli

L’Iran dopo il blocco navale potrebbe chiedere una tassa sull’utilizzo dei cavi sottomarini di Internet che passano sotto lo Stretto di Hormuz. Il guadagno per Teheran si stima potrebbe essere di centinaia di milioni di dollari all’anno. I media iraniani avevano ventilato tale ipotesi già la scorsa settimana.

Nel dettaglio, secondo quanto afferma l’agenzia Tasnim, l’Iran vorrebbe imporre un canone di licenza per l’utilizzo dei cavi sottomarini e l’obbligo da parte dei colossi della tecnologia come Meta, Google, Amazon e Microsoft di lavorare “nel rispetto delle leggi della Repubblica islamica dell’Iran”. Teheran vorrebbe poi il monopolio sulla manutenzione dei cavi sottomarini.

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Tasnim afferma che la possibilità di imporre una tassa sull’utilizzo dei cavi sottomarini potrebbe essere legittima sulla base dell’articolo 34 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Nella sezione III di tale articolo si specifica infatti che la sovranità di uno Stato si estende non solo alle acque superficiali, ma anche ai relativi fondali marini, sottosuolo e lo spazio aereo sovrastante. I media iraniani citano poi il caso dell’Egitto, che grazie alle tariffe sui cavi sottomarini guadagna fino a 400 milioni di dollari l’anno. QuiFinanza, però, sottolinea che parte di questo sistema per la connettività passa anche via terra.

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L’esperto di infrastrutture Internet citato dal The Guardian, Doug Madory, ritiene comunque improbabile che l’Iran possa imporre tariffe sui cavi sottomarini, in quanto tale mossa non solo avrebbe delle implicazioni legali importanti ma sarebbe anche impossibile identificare la porzione di traffico dati su cui richiedere il pagamento alle singole aziende e superare le sanzioni degli Stati Uniti.

Nello scenario peggiore l’Iran potrebbe decidere di tagliare i cavi sottomarini, azione che secondo i media locali porterebbe un danno di trilioni di dollari alla connettività globale. Le conseguenze però sarebbero in realtà molto più limitate, considerando che, al contrario di quanto avviene a Suez, a Hormuz passa appena l’1% della banda internazionale. Gli effetti potrebbero quindi essere limitati solo ai Paesi del Golfo.

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