Esteri
Addis Abeba, Meloni: "L'Italia farà da ponte tra l'Europa e l'Africa. Il Board of Peace per Gaza? Ci saremo"
Il Presidente del consiglio è intervenuto alla 39esima sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Africana, in corso ad Addis Abeba.

Migrazioni, Piano Mattei e Board of peace per Gaza al centro della missione di Giorgia Meloni in Etiopia. La Premier assicura: "L'Italia farà da ponte tra Europa e Africa"
Si è così conclusa la missione di Giorgia Meloni in Etiopia, dopo il vertice Italia-Africa di ieri e l’intervento odierno all’assemblea generale dell’Unione Africana. La premier ha lasciato Addis Abeba per rientrare in Italia, con un messaggio chiaro: rafforzare la collaborazione con l’Africa non è solo una priorità italiana, ma un investimento per il futuro del continente e dell’Europa.
"L’Italia conferma la propria volontà di essere un ponte privilegiato tra l’Europa e l’Africa”, ha ribadito la premier intervenendo alla 39esima sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Africana. “Il nostro futuro dipende dal vostro”, ha scandito Meloni, sottolineando come l’Europa non possa pensare al proprio sviluppo senza considerare l’Africa come partner strategico. “L’invito a partecipare all’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana è un riconoscimento che può solo rendere l’Italia orgogliosa e che accettiamo con grande rispetto e senso di responsabilità. È una dimostrazione di fiducia che non deluderemo”, ha aggiunto la premier.
Un punto centrale del suo discorso è stato quello delle migrazioni: “Coloro che ritengono che la migrazione sia necessaria e indispensabile agiscono in realtà in modo egoistico. Se i giovani lasciano la propria terra e il proprio popolo alla ricerca della promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura e dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?”, ha detto citando le parole del Cardinale guineano Robert Sarah. Per garantire il diritto a non dover emigrare, ha spiegato Meloni, è necessario “offrire opportunità concrete di formazione e lavoro, valorizzare il capitale umano e migliorare la qualità dell’istruzione, investire nelle competenze e nei sistemi educativi, creare partenariati industriali e joint venture capaci di generare occupazione stabile e di qualità nei territori”.
Il Piano Mattei
L’Italia si propone di tradurre queste intenzioni in azioni concrete attraverso il Piano Mattei, concepito non come “un piano italiano per l’Africa”, ma come contributo dell’Italia alla visione dell’Unione Africana. “Quest’anno ci concentriamo in particolare sui progetti legati all’acqua”, ha precisato la premier. Il piano mette a disposizione know-how, tecnologie e investimenti italiani per sostenere gli obiettivi dell’Agenda 2063, a partire dalla creazione di un’area di libero scambio continentale integrata e prospera. Tra le infrastrutture strategiche citate, Meloni ha menzionato il Corridoio di Lobito, dorsale ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali, con la partecipazione attiva dell’Italia insieme a Stati Uniti e Unione Europea.
Sul fronte della politica europea, Meloni ha concordato con le valutazioni del leader tedesco Friedrich Merz, secondo cui l’Europa deve occuparsi di sé stessa e rafforzare la sicurezza e la colonna europea della Nato, indipendentemente dai rapporti con gli Stati Uniti.
Infine, la premier ha confermato il ruolo italiano all’interno del Board of Peace per Gaza, convocato a Washington: “Dopo tutto il lavoro che il nostro Paese ha fatto, sta facendo e deve fare per la stabilizzazione del Medio Oriente, una presenza italiana ed europea è necessaria. Immagino che ci saranno anche altri Paesi europei, particolarmente quelli mediterranei della sponda est”.
