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Esteri
Grecia, la Merkel: "Speranza ma non certezza che migliori"

Al ritorno dalla vacanze, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha rilasciato una lunga intervista alla Zdf, in cui ha affrontato il prevedibile tema del terzo pacchetto di aiuti alla Grecia in vista del voto del Bundestag, mercoledì prossimo, ma anche quello dell'emergenza immigrazione, per il quale la Germania chiede alla Ue un confronto per fare chiarezza sulle modalità del diritto d'asilo.
 
Merkel ha riconosciuto a Tsipras e al governo greco di aver lavorato in modo decisamente diverso rispetto ai mesi precedenti della trattativa con le istanze Ue e le autorità finanziarie internazionali. "Ora, con il terzo piano di aiuti" da 86 milioni di euro, adottato venerdì scorso dai ministri delle finanze Ue, "coltiviamo non la certezza ma una certa speranza" di poter risolvere la questione della Grecia. "Tsipras ha capito che il suo Paese non avrebbe potuto raddrizzarsi se non impegnandosi davvero nelle riforme" ha spiegato la cancelliera, ricordando allo stesso tempo che molte tappe attendono ancora la reale implementazione di quelle riforme, difficili e pesanti per la popolazione greca, ma necessarie "se si vuole tornare a vedere la luce alla fine del tunnel".
 
Angela Merkel ha poi mandato un chiaro messaggio per rassicurare lo schieramento conservatore al Bundestag, in cui diversi esponenti sono titubanti rispetto alla ratifica del terzo piano di aiuti dopo che il Fondo Monetario Internazionale di Christine Lagarde ha fatto sapere che entrerà nell'operazione soltanto da ottobre se la riforma delle pensioni e l'alleggerimento del debito saranno tangibili. L'approvazione del piano al Bundestag non è in bilico, potendo il governo contare sul sostegno di socialdemocratici e verdi. Ma una frattura intestina alla Cdu danneggerebbe evidentemente la Merkel. E allora, attraverso Zdf, Angela si dice "convinta che il Fmi parteciperà al piano. La signora Lagarde ha dettato chiaramente le sue condizioni. E ha detto che se saranno accolte, il Fmi ci sarà. Non ho ragione di dubitare della sua parola".
 
Angela Merkel parla anche agli europei: "A differenza di quello che leggo in certe analisi, non vogliamo un'Europa germanizzata" e la Germania "non è mai stata isolata" nelle sue posizioni "sebbene alcuni la accusino di aver imposto i suoi diktat. Il cambiamento d'atteggiamento di Atene è stato possibile grazie alla fermezza del nostro Wolfgang Schäuble, ma anche di altri Paesi".
 
Ben più lunga e impegnativa, secondo Angela Merkel, sarà la gestione dell'emergenza immigrazione e di una vera e propria crisi umanitaria che investe l'Europa. "Abbiamo bisogno di una politica comune europea in materia di asilo" ha affermato la cancelliera, sottolineando come la Germania sia letteralmente assediata dalle richieste, che quest'anno potrebbero superare le 600mila, un record. Merkel ha annunciato che affronterà la questione con il presidente francese Hollande.
 
Per Merkel, è necessario stilare a livello Ue una lista di Paesi riconosciuti come "sicuri, in cui i cittadini non sono perseguitati". Questo perché tra i migranti che arrivano in Germania molti provengono da Paesi, in particolare dai Balcani, che non possono pretendere di vedersi riconoscere lo status di rifugiati, a spingerli è soprattutto la motivazione economica. Bisogna invece concentrarsi sui modi con cui velocizzare le procedure nel caso di siriani, iracheni, afgani.  "L'asilo potrebbe quindi essere il prossimo progetto europeo in cui vedremo se siamo realmente in grado di agire insieme".

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