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Esteri
Non solo guerra, mercenari buoni anche per lo spionaggio tra multinazionali
I mercenari

Il presidente invase due nazioni che, come poi emerse, non avevano nulla a che fare con i terroristi (in maggioranza sauditi) che dirottarono gli aerei nell’infausto 11 settembre 2001. In Iraq (ricorre in questi giorni l’anniversario del ventennio) i mercenari della Blackwater erano protetti, da ogni prosecuzione legale, dalle leggi americane introdotte in Iraq, per azioni svolte nelle loro mansioni. In Iraq e Afghanistan le atrocità svolte da mercenari non si contano (una tra tutte il massacro di civili iracheni nella piazza Nizour di Baghdad).

La situazione si aggravò quando Blackwater decise di assumere ex militari provenienti da corpi speciali di nazioni del terzo mondo: più economici dei mercenari occidentali ma con un’etica della vita più dibattibile. Il resto è storia. Tra gli stati il maggior utilizzatore di mercenari, dalla guerra fredda ad oggi, troviamo l’America, seguita da altre nazioni occidentali quali Regno Unito e Francia. Solo considerano i vent’anni di guerra al terrorismo, in particolar in Iraq e Afghanistan, per ogni soldato americano c’era dispiegato 1 mercenario.

Al picco degli scontri in Iraq e Afghanistan i contractor rappresentavano rispettivamente il 50% e il 70% delle forze della coalizione occidentale dispiegate sul campo. La maggioranza erano contractor non armati: addetti alla logistica, meccanici, project manager, camerieri (la base afgana aveva Burger King e Pizza Hut per far sentire a “casa” i propri soldati). Circa il 15% erano mercenari, un numero in apparenza ridotto ma estremamente efficace, ben pagato, e, in caso di morte, non tracciabile sui body count book della difesa.

Quando si parla di mercenari si deve comprendere che la nazionalità non conta. La Wagner è stata creata da un russo ma nei suoi ranghi conta ex militari provenienti da differenti eserciti anche occidentali. Lo stesso dicasi per la Blackwater che contava ex corpi speciali russi, specie nel ventennio delle guerre al terrorismo.

I clienti delle agenzie di sicurezza privata non mancano e sono, spesso, clienti impensabili per noi pacifici occidentali. Organizzazioni umanitarie come CARE, Save The Children, CARITASS e World Vision: in mancanza di una sicurezza offerta dai militari delle nazioni dove operano, si affidano ai mercenari. Multinazionali di mercenari come la Aegis Defense Services e la Triple Canopy non fanno segreti di lavorare per le Ngo. Poi ci sono le industrie del settore estrattivo: gas, petrolio, minerali. Giusto per fare qualche nome il colosso minerario Freeport-McMoRan Inc ha assunto i mercenari della Triple Canopy per proteggere le sue operazioni in Papua e Indonesia.

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