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Esteri
Siria: Douma, 100 morti. Ipotesi armi chimiche. Trump: Assad animale
Foto LaPresse

Un nuovo attacco aereo a Douma con armi chimiche provoca almeno 100 morti e mille feriti. Continua una guerra diplomatica Usa-Russia, con Washington che chiede ai russi di abbandonare Assad e Trump denunciato "l'insensato attacco chimico" con un tweet in cui punta il dito contro "il presidente Putin": "La Russia e l'Iran sono responsabili per il sostegno all'Animale Assad. Ci sarà un alto prezzo da pagare". Ma Mosca in linea con il governo siriano, replica negando che siano stati usati gas sui civili.

A riaccendere la tensione nell'area della Ghouta orientale, la presenza degli ultimi ribelli anti-Assad che avevano chiesto una tregua per lasciare assieme ai loro familiari la città. Ma la decisione dell'ala dura Jaish al-Islam di non evacuare la città avrebbe scatenato la reazione del governo di Damasco. Ora però le trattative per una nuova tregua sembrano essere arrivate a un accordo. Secondo la tv di Stato il regime avrebbe acconsentito a rilasciare i prigionieri in cambio dell'evacuazione totale dei combattenti di Jaish al-Islam da Douma : "La partenza di tutti i cosiddetti terroristi di Jaish al-Islam per Jarablus dovrà avvenire entro 48 ore".

I miliziani anti-regime asserragliati a est di Damasco, dopo aver subito l'attacco chimico, avevano infatti chiesto al governo siriano di riprendere i negoziati per la loro resa. Per le autorità di Damasco la condizione era la fine dei lanci di mortai contro la Capitale da parte dei miliziani stessi.

Sui violenti combattimenti oggi è intervenuto anche il Papa: "Niente può giustificare l'uso di strumenti di sterminio contro persone inermi". Sullo sfondo dei raid, l'incontro di Ankara del 4 aprile, quando Vladimir Putin, Hassan Rohani e Recep Tayyip Erdogan avevano sancito il ruolo fondamentle di Russia, Iran e Turchia per delineare le prospettive del Paese. Ma anche per tracciare uno scenario del Medio oriente nel suo complesso. La Turchia ha fortemente condannato l'attacco chimico di oggi.

I White Helmets, un gruppo di soccorritori che opera in aree controllate dall'opposizione in Siria, hanno affermato che la maggior parte delle vittime sono donne e bambini, intere famiglie sterminate dai gas nelle loro case e nei rifugi. L'Osservatorio siriano per i diritti umani parla di 100 vittime morte per soffocamento (un'altra organizzazione fissa il bilancio a 150 morti).

Al-azeera riferisce che Moayed al-Dayrani, un abitante di Douma e medico volontario, ha detto che il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare. "Al momento stiamo affrontando più di mille casi di persone che hanno difficoltà a respirare dopo che una bomba al cloro è stata sganciata sulla città e il numero di morti probabilmente salirà ancora", ha affermato.

La vicenda si trasforma subito in un caso di politica internazionale, con gli Usa che chiedono ai russi di abbandonare Assad.  "Il presidente Putin, la Russia e l'Iran sono responsabili per il sostegno all'animale Assad. Grande prezzo da pagare" scrive il presidente Usa Donald Trump su Twitter. E non si ferma. "Molti morti, inclusi donne e bambini, nell'irragionevole attacco chimico in Siria. L'area dell'atrocità è isolata e circondata dall' esercito di Assad, completamente inaccessibile al mondo esterno", scrive, chiedendo di "aprire immediatamente l'area per gli aiuti medici e una verifica". "Un altro disastro umanitario per nessuna ragione. Triste" e ancora, "se il Presidente Obama avesse attraversato la sua linea rossa, il disastro siriano sarebbe finito molto tempo fa! Gli animali come Assad sarebbero storia passata!" Chiediamo alla Russia di porre fine a questo sostegno assoluto e di collaborare con la comunità internazionale per prevenire ulteriori attacchi chimici". Fonti del governo di Damasco hanno liquidato la notizia di attacco con armi chimiche come un tentativo dei ribelli del gruppo Jaish al-Islam di fermare l'avanzata dell'esercito.

Mosca replica negando che a Douma siano state usate armi chimiche. "Neghiamo fermamente queste informazioni", ha detto il generale Yuri Yevtushenko, capo del Centro russo per la riconciliazione siriana.

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