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Sondaggio, che colpo per Trump: per 6 americani su 10 non ha la lucidità mentale per guidare gli Stati Uniti

Trump a picco nei sondaggi, mentre la sua amministrazione continua a difendere la propria linea su Iran e non solo

Sondaggio, che colpo per Trump: per 6 americani su 10 non ha la lucidità mentale per guidare gli Stati Uniti

Dal nostro inviato a Washington- La presidenza di Donald Trump sta attraversando oggi uno dei momenti più difficili del suo secondo mandato e, probabilmente, della storia dei leader della Casa Bianca, al mento agli occhi del popolo.

Due nuovi sondaggi dipingono un quadro impietoso: la maggioranza degli americani ritiene il presidente “non idoneo” a guidare il Paese né sotto il profilo mentale né sotto quello fisico, mentre il suo indice di gradimento è scivolato ai minimi storici. Secondo il sondaggio Washington Post/ABC News/Ipsos, condotto tra il 24 e il 28 aprile su un campione di 2.560 adulti americani, il 59% degli intervistati ritiene che Trump non abbia la lucidità mentale necessaria per guidare la nazione. Solo il 40% si dice convinto delle sue capacità cognitive. Sul fronte fisico, il 55% degli americani giudica il presidente non abbastanza in salute per svolgere il suo ruolo, contro un 44% di opinione contraria.

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Le statistiche vanno contro la narrativa portata avanti dal presidente Trump, che spesso con i giornalisti americani si vanta di aver “passato con successo” dei “difficilissimi” test cognitivi. A colpire particolarmente i cittadini americani sarebbero state le numerose foto del presidente addormentato durante convegni e riunioni di gabinetto, oltre alle storie sulla sua salute fisica. Ad ogni modo, i numeri si aggravano ulteriormente quando si parla di leadership e capacità decisionale: il 54% degli americani non lo considera un leader forte, mentre ben il 67% ritiene che Trump non pesi con attenzione le decisioni importanti.

In questo caso, a pesare sul giudizio dei cittadini è soprattutto la guerra con l’Iran e le sue conseguenze economiche. Il conflitto ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, con effetti immediati sui prezzi dell’energia. Il 50% degli intervistati prevede un ulteriore peggioramento dei prezzi della benzina nel prossimo anno, e il 61% degli americani ritiene che la guerra abbia aumentato il rischio di attacchi terroristici contro gli Stati Uniti.

Nei supermercati americani gli effetti sono evidenti e la preoccupazione per il futuro cresce a vista d’occhio. Il quadro si completa con il più recente sondaggio Reuters/Ipsos, anch’esso condotto tra il 24 e il 27 aprile: il gradimento di Trump è precipitato al 34%, il livello più basso dall’inizio del suo secondo mandato, in un contesto segnato dall’incertezza economica e dalla guerra con l’Iran. Solo il 22% degli intervistati approva la sua gestione del costo della vita, tema che rimane la priorità assoluta per l’elettorato americano secondo il sondaggio. Il tasso di disapprovazione è salito al 64%, rispetto al 62% di marzo.

L’attuale indice di gradimento eguaglia il secondo risultato più basso del suo primo mandato, registrato sei giorni dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Con questi dati, Trump sarebbe secondo solamente a Harry Truman dal punto di vista dei sondaggi. Nel febbraio 1952 infatti, secondo Usa Today, Truman ottenne un incredibile 22% di gradimento, mentre numerosi presidente avrebbero toccato quota 34%, tra cui George W. Bush e Jimmy Carter. Trump si posiziona quindi al secondo posto nella storia, dopo aver raggiunto il 33% di gradimento il 22 aprile 2026. Intanto, l’amministrazione continua a difendere la propria linea, sostenendo che i prezzi scenderanno non appena lo Stretto di Hormuz riaprirà al traffico commerciale. Il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha assicurato che si vedrebbe un “sollievo immediato” alla riapertura dello stretto, mentre Trump ha promesso che i prezzi caleranno “enormemente” prima delle elezioni di midterm di novembre.