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Esteri
"L'Europa è una dittatura burocratica". L'Expo? una fiera locale"

di Benedetta Cosmi

Intervista a Alfons López Tena, attuale leader del Partito indipendentista "Solidaritat Catalana", già Convergencia Democrática de Cataluña (1989-2010).

Lei è stato un deputato spagnolo, che rapporti c'erano con l'Europa e con l'Italia?

Sono stato deputato del parlamento della Catalogna, un giocattolo concesso dagli spagnoli per far credere ai catalani di avere un parlamento. Non ha poteri reali, e la sua politica estera è uno scherzo.

Come si è vissuto nel suo Paese il referendum in Grecia?
In Catalogna, in una Nazione sottomessa senza potere nè responsabilità, prevale una mentalità immatura di simpatia verso le cause che hanno buona immagine.

Il suo partito, il suo Paese, Lei riuscirebbe a immaginare l'Europa senza la Grecia, l'Italia, la Spagna? L'Europa è una espressione geografica, l'Unione europea è una alleanza commerciale di Stati che "è meglio che non averla".

Cosa pensa del fatto che in Europa non si ha neppure una lingua unica, e si spinga verso la nobile lingua degli inglesi ma che neppure hanno aderito all'Euro Zona?
L'inglese è la lingua comune universale, gli europei non hanno altra lingua regionale comune.

Vedrebbe bene lo spagnolo come lingua ufficiale data la grossa diffusione nel mondo? Ed è una lingua che da sempre è associata agli Europei.

La mia lingua è il catalano, che gli spagnoli lavorano per far scomparire. Io preferisco l'inglese, non è invadente per noi catalani.

Pensa che si stiano difendendo poco le peculiarità del Mediterraneo all'interno di questa unione monetaria?

I Paesi del Mediterraneo hanno poco potere economico, povera governance, e ricevono l'elemosina dagli altri, quindi...

Qual è il problema principale oggi per il suo Paese? E il miglior vantaggio competitivo qual è stato?

Il problema principale del popolo catalano è la dominazione spagnola, il vantaggio principale è che non siamo ancora scomparsi.

Nell'era di internet hanno senso i confini geografici?

I confini geografici sono la realtà.

In era di globalizzazione in cui tutto il mondo è più vicino come si fa a costruire quel pezzetto che si chiama Europa, su quali basi comuni?

Il mercato unico.

Come va il debito delle famiglie in Spagna, è migliorata la situazione?
In Catalogna le famiglie perdono ogni anno 3.000 € per persona, rubati per la Spagna.
Il Paese crolla.

Come vede il modello Berlino? A volte si guarda ad esso persino dal punto di vista delle nuove culture e movimenti artistici che trovano spazio in città. Esiste il modello Barcellona. Secondo lei l'Italia rappresenta un modello?

I Paesi e le città che hanno successo diventano modelli, dunque abbiamo ora un modello Berlino, e non abbiamo più né un modello italiano né un modello Barcellona.

Infine nell'anno di Expo Milano 2015, come sembra agli spagnoli questa Esposizione Universale, nata prima della crisi.

L'Esposizione di Milano non ha nessuna ripercussione fuori dell'Italia, è una fiera locale.

Cosa ama dell'Italia? Cosa critica della politica italiana, cosa della politica spagnola, cosa della politica greca, cosa dell'Europa?

Amo dell'Italia la sua lingua e cultura, gli artisti e i pensatori.
La politica italiana e quella spagnola sono diventate sindacato di interessi (soldi e posti pubblici); la catalana è un teatrino d'ombre senza potere né capacità; la greca è come quella italiana e spagnola ma ancora più clientelare e corrotta; e la UE è diventata una dittatura burocratica perché pretende di fare d'una unione commerciale un attore politico, ed è impossibile perché non esiste un popolo europeo.

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