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Spagna, Psoe sotto inchiesta. L’esperto: “Fatto gravissimo senza precedenti”

Alfonso Botti analizza ad Affaritaliani la bufera sul governo Sánchez dopo le perquisizioni e il coinvolgimento di Zapatero

Spagna, Psoe sotto inchiesta. L’esperto: “Fatto gravissimo senza precedenti”
Pedro Sanchez

Terremoto Psoe, Sánchez trema: l’ombra di Zapatero sul governo spagnolo

La perquisizione della sede del Psoe da parte della Guardia Civil e l’inchiesta che coinvolge l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero hanno aperto una delle fasi più delicate della politica spagnola degli ultimi anni. Le indagini, che ruotano attorno a presunte ipotesi di finanziamento illecito e traffico di influenze, stanno alimentando un duro scontro tra governo e opposizione, mentre il dibattito pubblico si divide tra chi parla di normale azione della magistratura e chi denuncia il rischio di una crescente tensione politico-istituzionale.

Le conseguenze del caso potrebbero estendersi ben oltre il piano giudiziario, toccando direttamente la leadership di Pedro Sánchez e la stabilità dell’esecutivo. Allo stesso tempo, il Partito Popolare di Alberto Núñez Feijóo continua a chiedere elezioni anticipate, in un clima politico sempre più polarizzato.

A fae chiarezza è Alfonso Botti, professore ordinario senior di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi linguistici e culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ad Affaritaliani analizza la portata politica e giudiziaria della vicenda, il possibile impatto sulla tenuta del governo Sánchez e le reali prospettive di un ritorno alle urne in Spagna.

Quanto è grave, dal punto di vista politico e giudiziario, la perquisizione della sede del Psoe da parte della Guardia Civil? È un fatto senza precedenti nella Spagna democratica recente?

“Si tratta di un episodio gravissimo dal punto di vista sia politico che giudiziario, soprattutto perché si è inserita in un contesto che già vedeva il Psoe sotto inchiesta per vari reati. Ma mentre le ricadute dal punto di vista politico sono state immediate con la doccia fredda che si è abbattuta sui socialisti, le sinistre e il mondo progressista spagnolo, dal punto di vista giudiziario occorrerà aspettare il decorso delle varie indagini, i dibattimenti e le sentenze. Certo è che un fuoco concentrico come quello che si è abbattuto sul Partito socialista spagnolo non si era ancora visto nella Spagna post-franchista e democratica”.

Le indagini sul possibile finanziamento illecito del Psoe e quelle che coinvolgono José Luis Rodríguez Zapatero possono realmente indebolire la leadership di Pedro Sánchez o mettere a rischio la tenuta del governo?

“Senza dubbio il caso può indebolire Pedro Sánchez. Negli ultimi anni Zapatero era tornato al centro della scena politica come uno dei suoi sostenitori più influenti e apprezzati. Per questo le accuse che lo coinvolgono hanno provocato delusione e sconcerto nel mondo socialista. Va però ricordato che vale la presunzione di innocenza fino a prova contraria e che alcuni passaggi dell’ordinanza lasciano margini di perplessità, perché fanno riferimento a responsabilità di Zapatero o di persone a lui vicine senza fornire, almeno per ora, prove definitive.

Allo stesso tempo non va dimenticato che anche il Partito Popolare e l’ex premier Mariano Rajoy sono stati coinvolti in passato in gravi casi di corruzione e finanziamento illecito. Quanto alla leadership di Sánchez, al momento l’unica voce critica interna resta quella di Emiliano García-Page, che però non si è ancora affermato come una reale alternativa alla guida del partito”.

Quanto sta incidendo questa vicenda sulla strategia dell’opposizione guidata da Alberto Núñez Feijóo? La richiesta di elezioni anticipate ha oggi possibilità concrete?

“Non credo che dietro le inchieste giudiziarie vi sia il Partito Popolare, anche se nel governo socialista c’è chi ha parlato di complotto e alcune circostanze hanno alimentato sospetti. Quello che appare evidente è che il Pp abbia condotto fin dall’inizio un’opposizione molto dura, contribuendo a radicalizzare il clima politico. Alla base c’è l’idea che debba governare il partito più votato, mentre Sánchez ha potuto formare una maggioranza grazie agli accordi con le forze nazionaliste basche e catalane. Da qui la costante campagna contro il cosiddetto “sanchismo”, accusato di governare grazie al sostegno degli indipendentisti.

Sulle elezioni anticipate, Sánchez continua a dichiarare di voler arrivare alla fine della legislatura. Il Pp le chiede da tempo, ma non dispone dei numeri per una mozione di censura. Per questo, allo stato attuale, ritengo più probabile che il premier tenti di resistere fino al 2027, anche se non si può escludere completamente uno scenario diverso”.

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