Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Tajani vola in Cina: “Accordi per 360 milioni e vendite in ripresa, Pechino resta un mercato fondamentale”

Tajani vola in Cina: “Accordi per 360 milioni e vendite in ripresa, Pechino resta un mercato fondamentale”

Il governo punta sulla crescita dell’export e sulla qualità italiana per superare le barriere commerciali e bilanciare i conti con Pechino

Tajani vola in Cina: “Accordi per 360 milioni e vendite in ripresa, Pechino resta un mercato fondamentale”
Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri

Export, Tajani lancia la sfida in Cina: “Made in Italy da 700 miliardi, la nostra qualità batte ogni dazio”

La diplomazia internazionale si muove con decisione per chiudere i conflitti che pesano sull’economia globale. Mentre a Parigi i leader europei discutono della crisi nello Stretto di Hormuz e si lavora a un possibile riavvicinamento tra Stati Uniti e Iran, arrivano notizie incoraggianti per le nostre aziende dal fronte orientale. A darne notizia è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, impegnato in un viaggio tra Pechino e Shanghai per riavviare la collaborazione economica e politica con il colosso asiatico.

Secondo il ministro, la Repubblica Popolare “è un Paese importantissimo perché è un grande mercato, una parte importante nella nostra strategia per l’export. Nonostante l’uscita dalla Belt and Road Iniziative, abbiamo ottimi rapporti, è un partner strategico, e abbiamo riscontrato un grande interesse per il prodotto italiano“. Tajani ammette che “ci sono barriere e difficoltà da superare” ma assicura che “le cose vanno nella giusta direzione” e che “c’è volontà di dialogare”.

Export e nuovi accordi: i numeri del Made in Italy

Il viaggio di tre giorni ha prodotto risultati concreti, a partire da una nuova spinta per i prodotti italiani nei settori del cibo, della meccanica e dei gioielli. Tra le novità principali spiccano un piano per potenziare le vendite online (e-commerce) e tre intese firmate da Sace con partner locali, focalizzate su industria e arredamento, per un valore di 360 milioni di euro. Questa strategia sta già portando i primi frutti: i dati di febbraio 2026 mostrano un aumento delle esportazioni del 2,6%, con un balzo del 5,3% verso i Paesi fuori dall’Unione Europea.

“Siamo in linea con i dati che stanno arrivando anche da qui in Cina: dopo un calo lo scorso anno, c’è nei primi mesi di quest’anno una ripresa importante. Quindi siamo fiduciosi, continuiamo a lavorare con la nostra strategia”, ha spiegato Tajani da Shanghai, dopo aver incontrato imprenditori e rappresentanti italiani a Pechino.

Sfide globali e il ruolo di Pechino per la pace

Il capo della Farnesina si dice ottimista per il futuro: “Nonostante i dazi e le difficoltà, il prodotto italiano piace. Il Made in Italy è in grado di scavalcare le barriere doganali, perchè quando c’è la qualità e sul mercato c’è voglia di sceglierla”. Sebbene restino nodi da sciogliere, come il cambio euro-dollaro e i tassi d’interesse della Bce che destano qualche timore, l’obiettivo è ambizioso. Tajani punta a raggiungere i “700 miliardi euro a fine legislatura, ora siamo a 630: vuol dire che nonostante tutto possiamo essere abbastanza ottimisti”.

Per garantire la crescita del commercio, però, serve la stabilità mondiale. Italia e Cina concordano sulla necessità di liberare le rotte marittime e garantire la “libertà di navigazione per due Paesi commerciali come i nostri”. Sul fronte della pace, Roma confida nella capacità di Pechino di mediare nei conflitti in Ucraina e Medio Oriente: “Nessuno più di Pechino ha influenza su Mosca, come si può dire la stessa cosa per quanto riguarda l’Iran. E mi pare che qualche segnale già si veda”.

LEGGI TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DEL CANALE ESTERI