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Esteri
Trump affari con Cuba. La Clinton lo attacca. Usa 2016, scandalo Donald Trump

Donald Trump violò embargo Cuba a fine anni '90, scandalo Usa 2016


Donald Trump è stato accusato dalla rivale Hillary Clinton di essere andato contro le leggi degli Stati Uniti, dopo che un rapporto ha diffuso la notizia che il candidato repubblicano avrebbe violato l'embargo commerciale con Cuba.


Usa 2016: Clinton all'attacco Trump su embargo Cuba violato


Hillary Clinton all'attacco di Donald Trump che, secondo un'inchiesta pubblicata da Newsweek, nel 1998 avrebbe violato l'embargo Usa su Cuba. "Gli affari di Trump con Cuba appaiono una violazione delle legge...a dispetto delle sue dichiarazioni pubbliche con le quale ha asserito di aver rinunciato ad opportunita di business" a Cuba, ha affermato l'advisor di Hillary Jake Sullivan. "Le ultime notizie mostrano ancora una volta - ha aggiungo - come Trump metta i propri interessi prima dell'interesse nazionale.


Usa 2016: Trump violo' embargo Cuba a fine anni '90. Le accuse di Newsweek


Ma quale pugno duro con Fidel Castro: se a parole il candidato repubblicano Donald Trump ha sempre promesso alla comunita' cubana a Miami di non investire neanche un centesimo finche' c'e' lui al potere all'Avana, gia' alla fine degli anni '90 una sua societa' cercava segretamente di fare affari sull'isola caraibica, violando l'embargo Usa. E' quanto sostiene Newsweek, citando interviste con ex responsabili esecutivi, documenti interni e materiale giudiziario. In base a questi, l'allora Trump Hotels & Casino Resorts pago' almeno 68mila dollari nel 1998 a uno studio di consulenza, la Seven Arrows Investment and Development Corporation, in modo da farlo apparire legale a posteriori come attivita' di beneficenza. E Trump ne era a conoscenza, ha sostenuto il giornalista Kurt Eichenwald. Il viaggio segreto a Cuba dei suoi consulenti venne rimborsato mentre poco tempo dopo Trump si lancio' nella sua prima campagna presidenziale come aspirante candidato del Partito Riformista, promettendo alla comunita' cubano-americana di Miami di mantenere l'embargo e di non investire sull'isola finche' fosse rimasto al potere Castro. All'epoca, qualsiasi viaggio di un americano a Cuba doveva ricevere lo specifico via libera del governo americano, che garantiva l'accesso solo in casi limitati per motivi umanitari. Senza l'autorizzazione federale, l'invio di consulenti a Cuba si profila come violazione dell'embargo, hanno sostenuto gli esperti. Secondo un'ex dirigente della societa' di Trump, l'obiettivo del viaggio sull'isola era guadagnare un'entratura per la societa' del miliardario newyorkese nel caso Washington avesse allentato o addirittura revocato le limitazioni commerciali. Una volta li', i consulenti incontrarono esponenti del governo, banche e aziende per esplorare possibilita' commerciali per l'impresa di casino'. Alla fine degli anni '90, infatti, la societa' navigava in cattive acque: solo nel 1998 aveva perso 39,7 milioni di dollari, e le sue azioni erano crollate dell'80%, da 12 a 2,75 dollari.

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