Prestito Ue da 90 miliardi all’Ucraina: svolta dopo il veto ungaro-slovacco
Nel corso del Consiglio Affari Esteri odierno, i ministri affronteranno il tema del “conflitto in Ucraina: ci aspettiamo decisioni positive domani sul prestito di 90 miliardi”.
A dichiararlo è l’Alta Rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, dopo che nella giornata di ieri la presidenza cipriota dell’Ue ha inserito all’ordine del giorno del Coreper II – l’organismo che riunisce gli ambasciatori degli Stati membri presso l’Unione – la votazione sulla revisione del regolamento relativo al quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Si tratta di un passaggio tecnico indispensabile per approvare il prestito europeo destinato a sostenere Kiev negli anni 2026 e 2027, finora ostacolato dall’opposizione di Ungheria e Slovacchia.
Nella giornata di ieri, il primo ministro uscente ungherese, Viktor Orbán, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella quale comunicava la decisione di ritirare il veto. Tale scelta deriverebbe dal fatto che l’Ucraina dovrebbe riprendere già oggi a permettere il flusso di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba, che, secondo quanto sostenuto da Kiev, sarebbe stato danneggiato dalle forze russe.
“L’Ucraina ha davvero bisogno di questo prestito – prosegue Kallas – ed è anche un segnale che la Russia non può durare più a lungo dell’Ucraina. Questo è estremamente importante, in questo momento”, conclude.

