Esteri
Ucraina, Orban si mette di traverso e l'Europa si spacca ancora in due: l'Ungheria non voterà le nuove sanzioni contro Mosca
Il ministro degli Esteri Peter Szijjártó: "Finché l'Ucraina non riprenderà il transito di petrolio verso l'Ungheria e la Slovacchia attraverso l'oleodotto Druzhba, non consentiremo che decisioni importanti per Kiev vadano avanti"

Orban e von der Leyen
L'Ungheria bloccherà le nuove sanzioni Ue contro Mosca
"Domani, in occasione del Consiglio Affari Esteri, l'Ue intende adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. L'Ungheria lo bloccherà. Finché l'Ucraina non riprenderà il transito di petrolio verso l'Ungheria e la Slovacchia attraverso l'oleodotto Druzhba, non consentiremo che decisioni importanti per Kiev vadano avanti." Lo annuncia su X il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó.
Questa settimana gli ucraini hanno deciso di non riprendere le forniture di petrolio greggio all'Ungheria, ha spiegato Szijjártó secondo quanto riassunto in un altro post su X dal portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs.
Il ministro ha definito la mossa "un chiaro ricatto politico volto a causare un aumento del prezzo del carburante a 1000 fiorini e interruzioni delle forniture in vista delle elezioni parlamentari". E ha "sottolineato che l'Ungheria ha rilasciato parte delle sue riserve strategiche di petrolio e ha iniziato a garantire le forniture marittime già in viaggio", ha aggiunto Kovacs.
Come risposta, ha riferito il portavoce, "l'Ungheria ha interrotto le esportazioni di diesel verso l'Ucraina, che in precedenza rappresentavano circa il 10% delle sue importazioni, e ha deciso di bloccare il pacchetto di aiuti militari da 90 miliardi di euro. Finché gli ucraini non riprenderanno le forniture di petrolio greggio all'Ungheria, bloccheremo le decisioni importanti per l'Ucraina". "Per quanto riguarda le esportazioni di energia elettrica, che rappresentano quasi la metà delle importazioni dell'Ucraina, il ministro degli Esteri Szijjártó ha invitato alla cautela, sottolineando che la sospensione delle forniture avrebbe colpito principalmente le famiglie della Transcarpazia. La nostra controversia non è con il popolo ucraino, ma con lo Stato ucraino, il governo ucraino e il presidente Zelensky", ha precisato Kovacs.
