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Ucraina, Mosca e Kiev si accusano a vicenda sulla tregua di Pasqua: è scontro anche sulle presunte violazioni

Il cessate il fuoco annunciato per la Pasqua ortodossa regge poche ore: le due parti diffondono bilanci opposti e non verificabili

Ucraina, Mosca e Kiev si accusano a vicenda sulla tregua di Pasqua: è scontro anche sulle presunte violazioni
Vladimir Zelensky e Vladimir Putin

La pausa di 32 ore voluta dal Cremlino era partita sabato alle 16, ma già nelle prime ore si è trasformata in un nuovo scontro di versioni

La tregua per la Pasqua ortodossa tra Russia e Ucraina è finita subito sotto accusa. Mosca e Kiev si attribuiscono a vicenda la responsabilità di aver violato il cessate il fuoco entrato in vigore sabato pomeriggio, trasformando una pausa di 32 ore in un nuovo terreno di scontro politico e militare. Il ministero della Difesa russo sostiene che le forze di Kiev abbiano infranto l’accordo, mentre l’esercito ucraino afferma che sia stata Mosca a non rispettare la tregua.

Secondo la versione ucraina, le violazioni russe sarebbero state 2.299 dall’inizio della tregua. Il conteggio diffuso da Mosca è invece più basso, ma resta comunque molto elevato: 1.971 violazioni attribuite alle forze armate ucraine tra le 16 dell’11 aprile e le 8 del 12 aprile, ora di Mosca.

Il cessate il fuoco era stato annunciato da Vladimir Putin come pausa per la Pasqua ortodossa. Il Cremlino aveva indicato come orario di inizio le 16 di sabato e come termine la mezzanotte di domenica. L’Associated Press ricorda che si trattava di una tregua di 32 ore e che Mosca aveva presentato la misura come un gesto unilaterale, chiedendo all’Ucraina di seguire lo stesso esempio.

Kiev aveva fatto sapere di essere pronta ad attenersi alla tregua, ma già nelle ore successive le due parti hanno iniziato ad accusarsi a vicenda di attacchi e provocazioni. Il ministero russo ha parlato anche di civili feriti in un attacco con droni nella regione di Kursk, mentre dal lato ucraino è arrivata una denuncia speculare sul mancato rispetto del cessate il fuoco da parte russa.

Il quadro resta quindi quello di una tregua contestata quasi in tempo reale, con due narrazioni incompatibili e nessuna conferma indipendente sui numeri diffusi. In un conflitto arrivato al quinto anno, anche una pausa limitata nelle intenzioni si conferma fragile e politicamente esposta.

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