Kiev guarda anche al dopo-Pasqua, Mosca ribadisce che lo stop annunciato da Putin non nasce da un accordo
Volodymyr Zelensky apre alla possibilità che la tregua pasquale possa continuare anche dopo le festività, ma mette una condizione netta: serve una scelta precisa da parte di Mosca. Il presidente ucraino, in un messaggio pubblicato su X dopo un incontro con la stampa, indica una possibile finestra tra aprile e giugno per un vertice trilaterale con Stati Uniti e Russia, nel caso in cui il Cremlino scelga davvero la strada della de-escalation.
“Se la Russia sceglie la strada della de-escalation, credo che un incontro trilaterale avrà luogo”, ha scritto il leader ucraino, spiegando che “Questi sono mesi chiave” e che “sarà molto difficile per noi fino a settembre”. Zelensky descrive così una fase delicata per Kiev, sia sul piano politico sia su quello militare, con una pressione destinata a crescere nei prossimi mesi.
Quanto alla tregua pasquale annunciata ieri sera dal presidente russo Vladimir Putin, Zelensky ribadisce la posizione già espressa da Kiev: “l’Ucraina ha affermato più volte che siamo pronti a passi speculari. Quest’anno abbiamo proposto un cessate il fuoco per il periodo delle festività pasquali e agiremo di conseguenza”. Il presidente ucraino prova però a spingere il ragionamento oltre la pausa di Pasqua. “Le persone hanno bisogno di una Pasqua senza minacce e di un reale avanzamento verso la pace, e in Russia c’è la possibilità di non tornare agli attacchi anche dopo la Pasqua”.
Nel ragionamento di Zelensky pesa anche il fattore americano. “Credo che gli americani non daranno a nessuno più tempo per questo dialogo”, sostiene il presidente ucraino. Con l’avvicinarsi dell’estate, aggiunge, Washington “Si concentreranno sui processi interni, sulle elezioni”, con una sorta di “scadenza politica domestica intorno ad agosto”. È in questo quadro che Zelensky avverte di una fase “piuttosto difficile politicamente e diplomaticamente” e aggiunge: “Potrebbero esserci pressioni sull’Ucraina. Ci sarà anche pressione sul campo di battaglia”. La linea di Kiev, però, viene ribadita con chiarezza: “comprendiamo gli interessi nazionali dell’Ucraina e ciò che può garantire la sicurezza”.
Dal Cremlino, intanto, arriva una precisazione che raffredda il quadro. Il portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass, alla domanda se la tregua pasquale fosse stata discussa in anticipo con Stati Uniti o Ucraina, ha risposto: “No”. Mosca chiarisce così che l’annuncio non nasce da un’intesa preventiva né da una ripresa già concordata del negoziato.
Putin ieri sera ha annunciato uno stop alle ostilità dalle 16:00 dell’11 aprile fino alla mezzanotte del 12 aprile – giorno della Pasqua ortodossa – ordinando alle forze russe di sospendere i combattimenti su tutti i fronti ma restare pronte a reagire a eventuali attacchi. La mossa, è stata accolta positivamente anche da molti blogger ‘di guerra’, proprio perché interpretata come un’iniziativa russa non negoziata.

