Hanno stufato le polemiche sulla superiorità di chi fa figli (a proposito delle dichiarazioni del vice di Trump). Il commento
Sta girando un’intervista di qualche anno fa a JD Vance, il vice scelto da Trump, nella quale attaccava Kamala Harris e tutte le donne americane senza figli. In particolare descriveva la vice presidente e tutte le donne che non sono madri come “un gruppo di gattare, che sono infelici nella propria vita” e che “vogliono rendere il resto del Paese altrettanto infelice” e inoltre che “non hanno realmente un interesse diretto” nel costruirne il futuro.
Non se ne può più di queste polemiche che suonano semplicemente stupide. Basterebbe fare una pernacchia a Vance e mandarlo a quel paese per una tale sciocchezza. Diciamolo ancora una volta, nessuno ha la superiorità morale per sancire che fare figli sia il salvacondotto della felicità, se ne facciano una ragione i seguaci di Pence e i suoi amici italici se molti gongolano quando vendono figli altrui piangere perché non solo i loro. Forse fare figli forse proietta al futuro, ma spesso distrugge il presente. Cosa c’è poi di più ipocrita che nel proclamare uno stato che non esiste (il futuro) idilliaco e nello sbeffeggiare uno stato del presente che è l’unica realtà che esiste per davvero?
A questo aggiungiamo che molti fra coloro che straparlano a favore del fare figli sono gli stessi che vogliono limitare il diritto di abortire e considerano criminali coloro che sono a favore dell’aborto. Quindi fate figli, due, tre, quattro, tenetevi anche quelli che non desiderate, ma non rompete l’anima a coloro che hanno scelto di non avere figli o che hanno scelto di abortire, chiamateli criminali, egoisti, vanitosi, ma in fondo hanno scelto di praticare l’unico valore autentico e non trattabile di vivere come gli pare senza pargoli intorno. Pensino Vance e i suoi seguaci nostrani a fare politiche per rendere meno gravosa la vita di chi li ha i figli ma non si intromettano in questioni al di sopra della loro intelligenza.

