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Usa, benzina oltre 4 dollari al gallone: l’effetto della guerra con l’Iran ora diventa un altro fardello per Trump

La media nazionale sale a 4,018 dollari, massimo da agosto 2022. Il conflitto in Medio Oriente spinge il petrolio e complica i piani della Casa Bianca

Usa, benzina oltre 4 dollari al gallone: l’effetto della guerra con l’Iran ora diventa un altro fardello per Trump

La benzina torna sopra i 4 dollari negli Usa e la guerra con l’Iran spinge i prezzi

Negli Stati Uniti il prezzo della benzina è tornato sopra quota 4 dollari al gallone per la prima volta in oltre tre anni. La media nazionale ha raggiunto i 4,018 dollari, il livello più alto da agosto 2022, quando la guerra tra Russia e Ucraina aveva fatto impennare i mercati energetici. Stavolta a spingere i listini è lo shock dell’offerta petrolifera legato alla guerra con l’Iran.

Secondo i dati richiamati da Radiocor e dall’American Automobile Association, dall’attacco di fine febbraio contro Teheran i prezzi alla pompa sono saliti di oltre il 30% negli Usa. Sullo sfondo c’è la crisi dello Stretto di Hormuz, snodo decisivo per una quota rilevante dei flussi mondiali di greggio e Gnl, mentre le quotazioni del petrolio hanno accelerato e gli analisti hanno rivisto al rialzo le stime per il 2026.

Il rincaro ai distributori riapre il fronte interno Usa e rimette sotto pressione inflazione, consumi e consenso

Per la Casa Bianca non è solo un tema internazionale. Il caro carburanti rischia di trasformarsi in un problema politico pieno per Donald Trump, che aveva promesso di abbassare i prezzi dell’energia e aumentare la produzione interna. L’amministrazione ha già provato a contenere l’impatto con una deroga temporanea al Jones Act, ma la misura viene considerata dagli operatori con effetti limitati sui rincari.

Il rincaro non pesa solo sui distributori. Colpisce il costo della vita, riaccende le aspettative d’inflazione e rimette sotto pressione i consumi delle famiglie statunitensi, già alle prese con un quadro economico più fragile. La Conference Board ha segnalato che a marzo i consumatori hanno mostrato una crescente preoccupazione per prezzi e spese quotidiane, in un quadro già segnato anche dal passaggio dei dazi sull’economia reale.

Se la tensione con l’Iran non rallenta e il mercato energetico resta bloccato da una crisi prolungata, il rialzo potrebbe continuare. Per Trump significa essere costretto ad affrontare anche questo fronte: non solo la guerra e la sicurezza dell’area, ma il riflesso immediato del conflitto sulle tasche degli americani, terreno sempre sensibile in vista politica ed elettorale.

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