Donald Trump minaccia tutti i suoi nemici con una prima mossa, lo ha fatto con il Venezuela e ha ripetuto la strategia anche con l’Iran. Il presidente degli Stati Uniti che ribadisce ogni giorno di avere “armi illimitate” appena c’è aria di pericolo muove la sua più potente portaerei: la USS Gerald Ford. Si tratta di una nave a propulsione nucleare, progettata con tecnologie innovative per sostituire le precedenti. Ma a quanto pare questo colosso dei mari ha problemi non banali. L’ultima grana è stata l’incendio della lavanderia principale, avvenuto la settimana scorsa. La Marina americana aveva fatto sapere che il rogo aveva causato due feriti lievi e non aveva compromesso l’operatività della nave. Ma per domare l’incendio, innescato pare dal malfunzionamento di un’asciugatrice, ci sono volute 30 ore.
Davvero troppo tempo per la più potente e attrezzata portaerei della prima potenza militare al mondo. Naturalmente questo disguido ha avuto una serie di altre conseguenze. Il risultato è che in 600 dei 4.500 membri dell’equipaggio sono rimasti senza letto. Costretti a dormire dove capita o, più probabilmente, alternandosi con i commilitoni. Ma non è stato l’unico problema. Subito dopo essere entrata nel Mediterraneo, la Ford aveva dovuto fare tappa a Creta per una riparazione urgente: circa 650 servizi igienici erano fuori uso, con perdite di liquami.
La riparazione è costata oltre 400 mila dollari e non era la prima. Pare che sia stato fatto un errore nella progettazione dello schema delle toilette. L’ordine di proseguire la missione prima nel Mediterraneo, poi a supporto della guerra contro l’Iran, ha prolungato la missione e aumentato i problemi. Ma ora Trump non può certo richiamarla per le manutenzioni, visto che la situazione in tutto il Medio Oriente non solo è grave, ma peggiora anche col passare del tempo, a causa anche del blocco dello stretto di Hormuz.

