Xi Jinping vola da Putin, Cina e Russia sempre più unite: “Sfidiamo il bullismo degli Stati Uniti”
Nella sua undicesima visita in Russia, il presidente cinese Xi Jinping e’ stato ricevuto da Vladimir Putin al Cremlino lanciando un guanto di sfida all’Occidente alla vigilia del Giorno della Vittoria che Mosca celebra domani con la grande parata militare sulla Piazza Rossa. L’evento e’ stato definito “cinico” dal presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, mentre Kiev ha denunciato violazioni della tregua unilaterale di tre giorni indetta da Mosca per l’occasione. Il presidente cinese e’ tra gli oltre 20 leader stranieri in Russia per presenziare alla parta per l’80esimo anniversario della sconfitta della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale.
Xi e Putin hanno avuto colloqui in diversi formati, allargato e faccia a faccia, durati in tutto oltre sette ore. Il leader del Cremlino ha parlato di incontri “tradizionalmente calorosi e amichevoli” e si e’ rivolto al collega cinese chiamandolo “caro amico”. Xi aveva affermato in precedenza che i legami di Pechino con Mosca portano “energia positiva” in un mondo in subbuglio e che entrambi i Paesi sono schierati in modo risoluto contro “l’intimidazione egemonica”, un attacco diretto agli Stati Uniti. Il Cremlino ha poi pubblicato una dichiarazione congiunta dei due leader in cui definivano “profondamente destabilizzante” il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per uno scudo missilistico spaziale, noto come Golden (Iron) Dome for America. Da quando la Russia ha ordinato l’invio di truppe in Ucraina nel febbraio 2022, Pechino si e’ presentata come parte neutrale nel conflitto, ma l’Occidente l’ha accusata di favorire la Russia economicamente e diplomaticamente.
Mentre i due leader si incontravano a Mosca – in colloqui incentrati soprattutto sulla cooperazione economica – l’Ucraina ha accusato la Russia di centinaia di attacchi in prima linea. La Russia ha ordinato una tregua di 72 ore in concomitanza con le commemorazioni della Seconda Guerra Mondiale, affermando che avrebbe messo alla prova la “prontezza” di Kiev per una pace a lungo termine. L’Ucraina non ha mai accettato e ha invece chiesto un cessate il fuoco di 30 giorni. “Come prevedibile, il cessate il fuoco di Putin per la parata si e’ rivelato una farsa”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha. “Le forze russe continuano ad attaccare su tutta la linea del fronte: la Russia ha effettuato 734 violazioni del cessate il fuoco e 63 operazioni d’assalto”, ha aggiunto. L’esercito russo ha dichiarato di rispettare la tregua ma di “rispondere” agli attacchi dell’Ucraina.
Putin ha elevato il Giorno della Vittoria alla festivita’ pubblica piu’ importante della Russia e ha sfruttato il culto della vittoria sovietica sul nazismo per giustificare l’offensiva russa contro l’Ucraina. L’invasione su vasta scala non ha cambiato, dal punto di vista strutturale, le relazioni tra Russia e Cina. Tutte le tendenze gia’ presenti prima del 24 febbraio 2022 soprattutto dopo la prima ondata di sanzioni contro la Russia nel 2014, si mantengono. “L’unico grande cambiamento dall’inizio della guerra e’ il crescente squilibrio in queste relazioni”, fa notare il sinologo Temur Umarov. “La Russia e’ diventata sempre piu’ dipendente dalla Cina. E questo e’ accaduto perche’, per molti aspetti, la Russia non aveva piu’ alternative: se prima si riusciva a bilanciare la presenza cinese nell’economia con quella europea (ad esempio nel mercato energetico), adesso questo e’ impossibile. Alla Russia ora e’ rimasta solo la Cina”.







