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Indesit, alla fine la spunta WhirlpoolCeduta la quota di maggioranza in Usa

L’azienda americana Whirlpool ha acquistato il 56% del capitale sociale di Indesit. L’investimento complessivo è di circa tre miliardi di dollari: un miliardo per il pacchetto azionario, un miliardo per i debiti di Indesit e un miliardo per altre spese connesse all’operazione

Di Marco Scotti
@marcoscotti83

Sherlock Holmes diceva che per nascondere una cosa, il modo migliore è metterla bene in evidenza. Così è successo anche per Indesit, per mesi accreditata di poter diventare cinese, turca o, addirittura restare italiana. In realtà, sullo sfondo, è sempre rimasta sorniona l’americana Whirlpool, che ha aspettato (perfino troppo, a dire il vero) che la famiglia Merloni decidesse che cosa fare delle proprie quote di Indesit e ha poi sferrato l’attacco finale. Così, nella giornata di martedì 14, un comunicato congiunto tra Whirlpool e Indesit sancisce la fine della telenovela: l’azienda americana acquisisce il 56% del capitale sociale (pari al 61,9% dei diritti di voto Indesit). Con questa mossa la multinazionale del bianco arriva a detenere il 60,4% del pacchetto azionario, pari al 66,8% dei diritti di voto.

Il prezzo pagato per le azioni è stato 11 euro, di poco superiore al reale valore in Borsa (questa mattina viene scambiato a circa 10,9 euro). In totale l’investimento che Whirlpool mette sul piatto è di circa 3 miliardi di dollari: un miliardo (758 milioni di euro) per l’acquisizione del pacchetto azionario, un miliardo di debiti di Indesit e un miliardo per le spese correlate all’operazione. Come abbiamo riportato in altre occasioni, l’offerta di Whirlpool non era economicamente la più vantaggiosa, ma era quella che garantiva il futuro più solido all’azienda e che, di conseguenza, è stata definitivamente accettata a settembre dalla famiglia Merloni.

Si chiude così una vicenda che ha monopolizzato le cronache economiche italiane per oltre un anno, da quando cioè si è capito che il patriarca Merloni, complici le precarie condizioni di salute, non sarebbe potuto tornare al suo posto. A quel punto, le lotte intestine tra eredi e amministratore delegato hanno portato a uno stallo che ha rischiato di portare Indesit sull’orlo del crac. Nel frattempo, una ridda di voci si è alternata, facendo sospettare le associazioni a tutela dei consumatori che vi fosse in atto una manipolazione del mercato per far salire il valore delle azioni e permettere alla famiglia Merloni di chiudere la partita senza perderci troppo. Ora che tutta la vicenda è sostanzialmente conclusa, si può tirare un sospiro di sollievo. Indesit è salva e con lei i posti di lavoro. Peccato che un altro pezzo di storia italiana finisca nelle mani straniere.