In collaborazione con www.professionisti.it
Il nuovo modello per certificare il reddito Isee, ovvero la situazione economica equivalente del nucleo familiare, dovrebbe essere adottato a partire del prossimo anno. Si tratta di un modello automatico che non sarà più compilato a carico del cittadino. Sono stati i Comuni a sollecitare tale innovazione perché alle prese proprio con la revisione delle soglie Isee. A partire dal 2015, quindi, saranno gli stessi Enti a fornire la maggior parte delle informazioni necessarie per stabilire il reddito Isee e l’emissione del relativo modello. Il decreto per l’adozione di questa nuova modalità è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ma, nonostante questo, l’iter per l’effettiva applicazione del nuovo modello automatico Isee va a rilento. In ogni caso si prevede che già a partire da ottobre verranno terminati gli ultimi passaggi burocratici affinché sia tutto pronto per l’anno prossimo. Ad oggi, il modello Isee serve, ad esempio, per la richiesta di agevolazioni comunali o per la determinazione dei costi di alcune prestazioni come ad esempio le mense scolastiche.
Per ottenerlo è obbligatorio rivolgersi ad un centro di assistenza fiscale o direttamente all’Inps e i dati sul reddito e sul patrimonio mobiliare e immobiliare del richiedente vengono forniti dallo stesso richiedente tramite un’autocertificazione. L’Ente elabora, in seguito alla richiesta, i dati e, tenendo conto anche del numero dei componenti del nucleo familiare, può fornire il modello con il valore in euro da considerare. Una volta ottenuto il modello con l’indicatore economico, il cittadino lo potrà presentare all’Ente che lo richiede. Questa procedura, però, cambierà a partire dall’anno prossimo. Il cittadino dovrà presentare al Caf solo alcuni dati che il Centro di Assistenza Fiscale presenterà all’Inps. L’Ente provvederà allora a verificare gli stessi ed a integrarli con altri in suo possesso. Dopo di che il Caf potrà emettere il certificato completo e consegnarlo al richiedente. Questo procedimento è però ancora troppo farraginoso e, se da una parte agevola il cittadino che d’ora in poi non dovrà più raccogliere tutti i dati richiesti, dall’altra lo costringe a dover andare al Caf almeno due volte: una per la richiesta e una per il ritiro, rendendo complessa la prassi per l’ottenimento e dilatando i tempi d’attesa. Una soluzione possibile potrebbe riguardare i Caf che potrebbero trasmettere direttamente all’Ente che lo richiede il modello sollevando così il cittadino dall’onere di dover tornare al Centro per il ritiro del documento. Finché non verranno definite con esattezza le modalità più funzionali, comunque, chi avrà bisogno di una certificazione Isee dovrà continuare a presentare domanda com’è stato finora.
