Anholt Nation Brands Index alla BIT 2026: l'Italia ed il soft power del turismo - Affaritaliani.it

Fiera Milano

Ultimo aggiornamento: 14:38

Anholt Nation Brands Index alla BIT 2026: l'Italia ed il soft power del turismo

In Fiera Milano presentati in anteprima i dati del Nation Brands Index di Simon Anholt, che valuta la reputazione in termini economici di un Paese

di Roberto Servio

Anholt Nation Brands Index alla BIT 2026:  l'Italia ed il soft power del turismo  

Quanto vale, in termini economici, la reputazione di un Paese? Da questa domanda ha preso le mosse l’intervento di Simon Anholt, ideatore del Nation Brands Index, uno dei più seguiti tra gli eventi del Travel Makers Fest nella giornata inaugurale di BIT 2026, presentata da Fiera Milano fino a giovedì 12 febbraio. 

Italia da 17 anni sempre in Top Ten

A partire da questo spunto sono stati presentati in anteprima i dati più recenti dell’Index, con un focus sull’Italia. Nel ranking 2025, giunto alla sua trentesima edizione, il Giappone consolida il primo posto, seguito da Germania e Canada. L’Italia scende di una posizione, attestandosi al quarto posto, ma migliora il proprio punteggio complessivo: la variazione non si deve a una perdita di reputazione, ma al balzo in avanti del Canada. 

Negli ultimi 17 anni l’Italia si è sempre posizionata nella Top Ten, superando per ritmi di crescita almeno tre dei suoi pari. Nel Sovereign Profile Ratings 2025, che coniuga il punteggio NBI con il livello di familiarità con il Paese tra gli intervistati, si posiziona nella fascia più alta, la A+ caratterizza da punteggio e familiarità entrambi elevati.

Il Made in Italy come chiave di una nuova narrazione

Il posizionamento resta solido nelle dimensioni storicamente più forti. Cultura e turismo continuano a rappresentare i pilastri del soft power italiano, con performance superiori a quelle di concorrenti diretti come Francia, Spagna, Austria e Svizzera su quasi tutti gli attributi turistici. 

Le aree di miglioramento emergono invece nelle dimensioni legate alla governance e alla attrattività per investimenti e talenti. È qui che si manifesta il paradosso italiano: un capitale simbolico e culturale altissimo coniugato con una percezione di sistema meno competitiva. Negli ultimi anni l’Italia ha avviato un tentativo di riequilibrio narrativo, affiancando al patrimonio storico e al lifestyle una maggiore attenzione a manifattura avanzata, aerospazio, ricerca scientifica e sostenibilità. L’obiettivo è superare il cosiddetto effetto museo ed essere riconosciuti come attori credibili del futuro valorizzando il Made in Italy, che rimane uno dei marchi più riconosciuti al mondo, in grado di generare valore in modo trasversale.

Più in generale, l’Index segnala una correlazione superiore al 60% tra l’immagine di un Paese e le entrate combinate di commercio, turismo e investimenti diretti esteri. Attivo dal 2005, l’Anholt Nation Brands Index è oggi lo studio più autorevole a livello globale sulla percezione internazionale delle nazioni. Ogni anno misura come 50 Paesi vengono valutati da circa 40 mila rispondenti in 20 mercati chiave, che rappresentano oltre il 70% della popolazione mondiale.  In questo senso, il dibattito di oggi a BIT 2026 ha contributo a rileggere l’Index non solo come un’analisi reputazionale, ma anche in chiave di potenzialità di crescita, in particolare nel contesto turistico.

BIT 2026 prosegue a Fiera Milano fino a giovedì 12 febbraio. Il programma completo del Travel Makers Fest è disponibile sul sito BIT 2026.

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