La guerra in Iran sta scatenando un altro enorme problema legato al commercio mondiale. Teheran ha dichiarato di avere il controllo totale sullo stretto di Hormuz, ma da lì transita un terzo del container di tutto il mondo. Una chiusura totale di quella rotta porterebbe effetti devastanti, e qualcuno si sta già verificando ora (vedi prezzi del gas e del petrolio). Ma concentrandoci sull’Italia, rischia di emergere un grave problema legato alle scorte alimentari. La crisi è stata sfiorata nell’emergenza Covid. È stata sentita ma assorbita (a caro prezzo) con la guerra russo-ucraina. Rischia di lasciare pesantemente il segno con l’esplosione della nuova crisi in Medio Oriente.
Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini ha ricordato come “dallo stretto di Hormuz, oggi bloccato, passa almeno un terzo della produzione mondiale di fertilizzanti. Se consideriamo che un’altra quota rilevante è prodotta in Russia e Bielorussia ci rendiamo conto che rischiamo seriamente di restare senza uno strumento fondamentale per l’attività agricola. Senza fertilizzanti non si produce“.
“Rafforzare la capacità produttiva dell’Europa resta essenziale ma non è sufficiente – ha detto l’ad di Filiera Italia e presidente di Eat Europe, Luigi Scordamaglia e lo riporta Il Sole 24 Ore -. L’Ue deve ridurre la propria esposizione agli choc esterni creando riserve strategiche di materie prime agricole essenziali e di input critici come fertilizzanti e mangimi”.

