La guerra in Iran sta facendo precipitare le borse mondiali, neanche l’oro regge il passo, complice la crescita del dollaro che costringe a pagare di più il bene rifugio. Ma nell’incertezza generale resiste anche un’altra moneta, questa volta digitale: si tratta del Bitcoin. I prezzi della criptovaluta si attestano sopra $69,000, con lievi guadagni che contrastano i più ampi timori di mercato nonostante l’aggravarsi della guerra in Iran.
La criptovaluta – riporta Invezz – è salita leggermente mentre una svendita azionaria, scatenata dalla mossa aggressiva dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, ha spinto gli investitori a cedere titoli di ogni settore: moda, turismo, banche, assicurazioni e, persino, energia, nonostante la fiammata di gas e petrolio sia la più evidente e immediata conseguenza della guerra e il primo prevedibile impatto sull’economia reale. BTC invece è salito fino a $69,500, con i dati on-chain che mostrano una crescita sostenuta da parte dei detentori a lungo termine nonostante il caos.

