Miart celebra la sua trentesima edizione con una formula completamente rinnovata. La fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, in corso fino al 19 aprile nella nuova sede della South Wing al Gate 2 dell’Allianz MiCo, riunisce 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, segnando un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione. Una crescita che, come sottolinea l’amministratore delegato di Fiera Milano Francesco Conci, prosegue “in un continuo crescendo”, accompagnata da una nuova location progettata per valorizzare ulteriormente le opere.
Conci (Fiera Milano): “La cultura genera valore anche economico”
“Siamo arrivati alla trentesima edizione in un continuo crescendo”, spiega Conci, evidenziando come il cambiamento degli spazi sia stato pensato proprio per migliorare la fruizione artistica. Pur trattandosi di un segmento “un po’ anomalo rispetto all’attività caratteristica di fiera”, Miart riafferma il valore centrale della cultura, inserendosi in un settore che cresce costantemente, con un incremento medio del 2% annuo e un impatto occupazionale di circa un milione e mezzo di persone. Un sistema che unisce dimensione culturale e capacità di generare business. E i primi segnali dell’edizione 2026 sono incoraggianti: “È partita molto bene, sono molto apprezzate le gallerie, la curatela e l’organizzazione”, sottolinea Conci, pur rimandando un bilancio definitivo ai prossimi giorni. Anche in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, la risposta del settore resta positiva: alcuni Paesi faticano a partecipare, ma altri continuano a crescere, confermando l’interesse globale verso la manifestazione. “Le persone continuano a cercare la bellezza come elemento essenziale della propria vita”, aggiunge.
Ricciardi (miart): “Tre piani, tre anime diverse: 160 gallerie da 24 Paesi”
Il cuore della trasformazione è nella nuova organizzazione degli spazi, come spiega il direttore artistico Nicola Ricciardi: “Ci sono 160 gallerie da 24 Paesi, abbiamo gallerie che vengono da Johannesburg, alcune da Città del Messico, veramente da tutto il mondo. E le abbiamo distribuite per la prima volta su tre piani, perché questa è la trentesima edizione, quindi abbiamo detto: “Facciamo la solita Miart o ci complichiamo la vita e facciamo qualcosa di più bello, complesso e nuovo?”. Abbiamo quindi cambiato padiglione rispetto a quello tradizionale, abbiamo distribuito su tre piani tutte le gallerie. Tre piani che fanno sembrare un po’ la nostra Miart tre fiere in una. Tre fiere perché ogni piano ha un po’ un suo gusto, un suo sapore. Il livello zero è quello più tradizionale, più simile alla Miart di sempre, al livello uno abbiamo messo tutte le gallerie emergenti, una sezione che abbiamo fatto assolutamente crescere e che sta andando molto bene, con molti giovani che stanno vendendo molto bene. All’ultimo piano c’è una piccola fiera boutique all’interno della nostra Miart. Una fiera pensata quasi come un museo, sono solo 20 gallerie che hanno portato le opere di maggior peso e di maggior rilievo”.
Opere per tutte le fasce
La varietà dell’offerta è uno dei punti di forza della manifestazione. Le opere in mostra coprono un arco molto ampio sia in termini economici sia storici: si va da lavori da mille euro fino a opere che raggiungono i 2, 4 o anche 5 milioni di euro. Un percorso che attraversa oltre un secolo di storia dell’arte, dalla fine dell’Ottocento fino a opere realizzate appositamente per la fiera, per un totale di oltre mille lavori esposti. Tra questi anche opere di grande valore, come alcuni Lucio Fontana che superano il milione.
Milano al centro del sistema internazionale dell’arte
Il successo di Miart si inserisce in un contesto più ampio che comprende la Milano Art Week e l’imminente Design Week, creando un ecosistema culturale capace di attrarre visitatori internazionali e rafforzare il ruolo della città nel panorama globale. Un sistema che, come evidenziato da Fondazione Fiera Milano, rappresenta una vera infrastruttura culturale: un punto di incontro tra artisti, gallerie, istituzioni e pubblico, in grado di coniugare creatività e sviluppo economico.
Fondazione Fiera Milano investe oltre 100mila euro per acquisire dieci nuove opere
In occasione di Miart, Fondazione Fiera Milano ha investito oltre 100 mila euro per acquisire dieci nuove opere, confermando il proprio impegno nel sostegno all’arte contemporanea. “Con oltre 100 mila euro investiti per l’acquisizione di nuove opere d’arte, Fondazione Fiera Milano conferma anche quest’anno di voler sostenere il talento e rafforzare il sistema culturale contemporaneo. Per noi investire in cultura significa investire in uno dei pilastri identitari del Made in Italy, che non è soltanto capacità produttiva, ma anche linguaggio, visione e sapere diffuso. In questa prospettiva continueremo a promuovere e sostenere iniziative culturali strutturate, come il Tavolo della Cultura, pensato per favorire un dialogo sempre più aperto e sinergico tra le realtà culturali del territorio”, dichiara Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano.
Bozzetti (Fondazione Fiera Milano): “Cultura condizione essenziale per la crescita del Paese”
“La cultura è una condizione essenziale per la crescita del Paese: l’arte contribuisce in modo decisivo a rendere il Made in Italy riconoscibile e attrattivo a livello internazionale. Anche grazie ad appuntamenti come miart, Milano si conferma un punto di riferimento nel panorama globale dell’arte contemporanea. In questo senso miart diventa una vera e propria infrastruttura culturale al servizio del Paese, una piattaforma capace di mettere in dialogo cittadini, gallerie, artisti, istituzioni e società civile attraverso il linguaggio universale dell’arte”, ha concluso Bozzetti.
I protagonisti della scelta delle opere
Le opere sono state scelte grazie al contributo della giuria composta da Eva Birkenstock, Director of the Kunstverein fur die Rheinlande und Westfalen, Dusseldorf; Giovanni Morale, Vice-Direttore, Coordinatore e Responsabile didattico delle Gallerie di Italia di Milano; Arturo Galansino, Director General, Fondazione Palazzo Strozzi, Florence (ITA). La collezione di Fondazione Fiera Milano si compone oggi di 150 opere realizzate da oltre 120 artisti e rappresenta un patrimonio di grande valore culturale che, a fronte di un costo complessivo di acquisizione pari a 1,5 milioni di euro, ha raggiunto nel tempo una stima di circa 3 milioni di euro. Un insieme articolato ma coerente, capace di offrire una lettura significativa delle principali traiettorie della ricerca contemporanea. Al suo interno emergono nuclei tematici ricorrenti che ne rafforzano la coesione: dal dialogo tra natura e cultura alle relazioni tra visione e rappresentazione, dalle tensioni tra astrazione e figurazione fino al rapporto tra spazio, corpo e architettura.
Un forte impegno verso l’arte contemporanea
Con un investimento di oltre 100 mila euro, la Fondazione Fiera Milano conferma il proprio impegno a sostegno della cultura e dell’arte contemporanea con l’acquisizione di dieci nuove opere in occasione di miart. Un intervento che arricchisce la collezione custodita nella Palazzina degli Orafi con un’ampia tela di Sergio Fermariello, un’opera di Vivian Suter, l’acrilico Turn and Slip di Claudia Comte, un acrilico di Tobias Just, un’opera di Nika Kutateladze, la fotografia (un)Kraut di Sung Tieu, la scultura Le Gemelle di Giosetta Fioroni, la composizione in legno di ulivo e cedro 6 Alle’e des Rosiers di Concorde, Corpus 04 (Nina) di Theresa Buchner e un acquerello senza titolo di Marco Scarpi. Una selezione che riflette la pluralità di linguaggi, materiali e approcci che caratterizzano la scena artistica contemporanea, tra Italia e panorama internazionale.

