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Golosaria è come il vino: si affina con gli anni

Un compleanno speciale, sigillato da novità che hanno mosso i primi passi verso importanti traguardi, primo tra tutti l’internazionalizzazione: tanti gli ospiti stranieri che, partendo dal castello di Casale, hanno perlustrato le colline. Un contesto che ha visto saldarsi la collaborazione con il Giappone grazie all’ arrivo di Sone Kiyoko, vicedirettrice della più importante rivista nipponica dedicata all’enogastronomia: “Prima di venire in Italia - ha confidato Kiyoko - mi chiedevo cosa avesse di speciale il Monferrato per aver guadagnato il riconoscimento Unesco di patrimonio dell’Umanità. Ma dopo aver conosciuto queste bellezze e l’ospitalità di questa gente, non ho più sentito il bisogno di conoscere la risposta”. 

Ma ad emergere in questa edizione è stata anche un’altra novità. Golosaria è sempre più per i giovani, e i giovani sono sempre più per Golosaria. Un rapporto consolidatosi negli ultimi anni che ha raggiunto l’apice in questa edizione, con un record di presenze al Castello di Uviglie per gli assaggi degli spumanti e della Barbera, ma anche al castello di Casale, che sabato sera si è animato fino a tarda sera con le degustazioni di Stupujtime, le birre artigianali e le Cucine di Strada.

Tra i personaggi illustri che hanno rimarcato il valore di Golosaria come modello di Territorio capace di fare sistema il giudice Gian Carlo Caselli e l'assessore regionale piemontese Antonella Parigi, che a Vignale, nella giornata di domenica sono stati insigniti da Paolo Massobrio del riconoscimento di "Amico e Amica del Grignolino”. L’assessore regionale a Vignale, dopo aver annunciato nuovi importanti investimenti per il restauro di Palazzo Callori ha confidato di volerne fare “Il museo dell’enogastronomia e del saper fare del Monferrato”. Ma Golosaria è stata anche il palco per annunciare la nascita del Grignolino invecchiato che si chiamerà Monferace, ed è nato ufficialmente proprio in coincidenza dell’avvio della rassegna. 
 
La festa finale si è svolta, come ogni anno, a Grazzano Badoglio, nel monastero medievale dove riposa il fondatore del Monferrato Aleramo. 

"Quanta passione abbiamo registrato nella gente che vive dentro ai paesi, quanta bellezza - dice Paolo Massobrio sul portale del gusto  IlGolosario.it - Abbiamo centrato tutti gli obiettivi e il mio territorio rinasce, nonostante tutto. Rinasce con la bellezza, la qualità, il calore della gente, che hanno reso possibile questo festival. Ora dobbiamo pensare ai prossimi 10 anni. La due giorni del Monferrato ci ha dato la carica. Comunicheremo ancora di più il bello ed il buono e lo comunicheremo al mondo."
 

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