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Food
Quando il pesce è protagonista si chiama Gallina

I torinesi non amano solo gli agnolotti, ma cercano il pesce migliore. Se chiedete a qualsivoglia gourmet (sabaudo o meno) residente a distanza adatta (ovvero svariati chilometri) vi indicherà il mercato di Porta Palazzo e con maggior precisione il banco numero 2 di proprietà, da generazioni, della famiglia Gallina.

Oggi quel banco si è trasformato in un luogo che unisce con stile, leggerezza dei modi e colore il pescato al cucinato. Il pesce è il protagonista e si vede.

Oltre a comprare ciò che il mare offre, ci si può infatti accomodare nel piacevole dehors o ai tavoli interni per godersi un piatto, o anche due, dal menù del giorno, sempre diverso, accompagnato dalla focaccia fatta in casa e da un biccher di vino.

Seduti a quei tavoli ci si sente portati indietro nel tempo quando a Parigi, al mercato di Les Halles, lo street food non era ancora "cool" ma solo il modo di chi lavorava ai banchi di meritarsi il giusto momento di pausa.

 

Alzando lo sguardo dai tavoli della Pescheria Gallina, infatti, potete ammirare le volte e la struttura in ferro battuto del mercato coperto di Porta Palazzo che molto ricorda Parigi.

E anche il proprietario di questo magico luogo, Beppe Gallina, con una Gauloises tra i denti, non sarebbe inadatto a recitare in un film francese tra inseguimenti e storie d'amore.

Passando ai sapori, pieni voti davvero per il profumo e gusto di mare senza sbavature. Frittura mista croccante e gustosa con i "ciuffetti" saporiti e morbidi al tempo stesso.

A seguire il branzino alla piastra, notevole il pescato e perfetta la cottura con la pelle così saporita che non ne ho lasciato nel piatto neanche un mezzo centimentro quadrato.

Da Gallina, il pesce è anche nel panino, un abbinamento davvero soddisfacente ad esempio con lo sgombro. E se preferite c'è anche un primo piatto, io ho visto la "Calamarata" mezzi paccheri con cozze e calamari dal profumo inebriante.

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Beppe Gallina ha saputo portare a Torino un'apertura al prodotto e alla sua valorizzazione non scontata, anche nel marketing,organizzando momenti di degustazione e abbinamenti sia in casa che in trasferta come succederà il 12 e 13 aprile al ristorante Camilla's Kitchen. Qui il pesce incontrerà la bravura e l'estro dello chef Ricky Ferrero per un "Gran Bollito di pesce con 7 varietà" accompagnato da salse e intingoli.

Bella idea quella di Francesca Alecci e Alberto Ramondetti titolare e direttore del Camilla's Kitchen di invitare Beppe Gallina quale ospite. Ad una serata così non poteva non fare capolino la famiglia Bava con le aziende vinicole Bava e Cocchi per assicurare una serena navigazione in un mare di sapori

GUARDA IL VIDEO ALLA PESSCHERIA GALLINA

 

 

In omaggio ad una famiglia che da quattro generazioni lavora bene, ecco la loro storia come Beppe la racconta sul sito di Pescheria Gallina

«Da quattro generazioni al Vostro servizio», è questo il nostro slogan: non è stato difficile trovarlo, ci siamo affidati alla memoria.
Iniziò nel 1920 mia bisnonna Rosa Bosco con poche varietà di pesce fresco e quasi esclusivamente d’acqua dolce, in aggiunta a qualche pesce conservato sotto sale o essiccato, come lo stoccafisso.
Nel 1935 la nonna, Luigia Pilone, sostituì la mamma Rosa alla guida della pescheria. Nonna Luigia attraversò un periodo storico difficile, ma anche di importanti cambiamenti per il nostro Paese.
Nel 1960, è in corso una grande immigrazione dal Sud e dal Polesine quando inizia l’attività ufficiale di Rosangela Gallina, mia madre. Così come si spostano le persone, anche le merci viaggiano più facilmente e le varietà di pesci cominciano ad aumentare sui banchi di Porta Palazzo. Il vero boom è agli inizi degli anni Ottanta, arrivano tutti i giorni camion di pesce fresco dai mercati di Chioggia e di Porto Garibaldi, due volte alla settimana giungono da Viareggio e da San Benedetto del Tronto. Importare dall’Olanda, dalla Danimarca così come dalla vicina Francia o dalla Spagna è diventato normale. L’aumento del consumo raggiunge punte impensate, grazie alla domanda dei “nuovi torinesi”, e anche i ristoratori più conservatori iniziano ad inserire nei loro menu, assieme alle cotolette alla milanese e al filetto di vitello, sogliole, calamari e altro.
Arriviamo così al 1984, data in cui io, Giuseppe Benedetto, raccolgo l’oneroso compito di continuare la tradizione, fino ad allora di stampo decisamente matriarcale, tracciata dai miei antenati.
Ricordo che fin da piccolo mia madre mi diceva: «La carne è buona quando ha qualche giorno... ma il pesce solo quando è fresco!». Ho fatto tesoro dei consigli dei miei genitori e ho sempre ricercato prodotti di grande qualità e perfino specificità, perché la triglia di Oneglia (Imperia) sarà sempre più fresca di quella di Mazara, le sogliole e le capesante pescate al confine tra Trieste e l’Istria sono sicuramente più saporite di quelle olandesi. Credo infine che sia fondamentale amare ciò che si fa per riuscire al meglio: infatti, la passione per il mio lavoro insieme ai riconoscimenti dei miei clienti sono lo stimolo quotidiano che mi spinge a cercare un continuo miglioramento nel servizio e nella qualità.
Per questo continuo a fare il mio lavoro con immenso entusiasmo.

Beppe

 

 

 

 

 

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pesce-ristorante-gallina-pescheria-torino
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