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Sabelli acquisisce Trevisanalat: nasce il polo italiano della mozzarella


Sabelli acquisisce Trevisanalat: nasce il polo italiano della mozzarella made in Italy
Il nuovo gruppo unirà una tra le storiche industrie casearie italiane a compagine familiare e una delle più grandi aziende italiane per numero di mozzarelle prodotte 
 

 
Un nuovo polo delle mozzarelle e formaggi freschi, in grado di fare concorrenza alle grandi multinazionali alimentari e di essere competitivo sui mercati internazionali, valorizzando la produzione made in Italy: nascerà dall’unione tra Sabelli, tra le maggiori industrie casearie italiane a compagine familiare, e Trevisanalat, una delle più grandi aziende italiane per numero di mozzarelle prodotte. Con un fatturato complessivo che supererà i 120 milioni di euro, il nuovo gruppo si posiziona tra i leader di mercato specializzato in uno dei prodotti italiani più famosi e apprezzati al mondo.
 
Sabelli, assistito dall’Advisor Oaklins Arietti, ha acquistato Trevisanalat da Alto Partners SGR, il fondo di Private Equity guidato da Stefano Scarpis, supportato da Simone Citterio di Banca Euromobiliare in qualità di Advisor dei venditori. L’operazione è stata finanziata dalle banche nazionali IMI-BNL e gli Advisor legali sono stati DLA Piper per Sabelli, Gattai Minoli Agostinelli Partners per i venditori e Simmons & Simmons per le banche finanziatrici.
 
Fondato nel 1921 in Molise da Nicolangelo Sabelli e dal figlio Archimede, l’omonimo caseificio riprende l’attività nel dopoguerra e cresce fino ad aprire l’attuale stabilimento ad Ascoli Piceno. Oggi l’azienda è una realtà industriale consolidata, guidata dalle famiglie Sabelli, Galeati e Mariani, che vanta tecnologie avanzate e un eccellente sistema logistico e distributivo di proprietà, attraverso le piattaforme Sabelli Distribuzione Srl e Sa.Ca. Srl. Il 2015 si è chiuso per l’azienda marchigiana con un fatturato di quasi 70 milioni euro (8,4 milioni di euro di Ebitda) e nei primi sei mesi del 2016 ha già superato i 35 milioni di euro, segnando +10% sui volumi di vendita. A trainare la crescita sono sia le referenze storiche che le nuove specialità casearie, di cui Sabelli è leader di mercato in Italia nella Gdo: la burrata ha una quota volume del 28% e la stracciatella quota volume del 39% (Fonte IRI). Con l’avvento della quarta generazione della famiglia, Sabelli ha mantenuto competitività elevata nonostante raccolte latte impegnative in aree incontaminate di Gran Sasso e Monti Sibillini, impegnandosi a ridurre l’impatto ambientale e a mantenere un clima aziendale positivo all’interno dello stabilimento, anche grazie al Contratto integrativo aziendale e benefit specifici ai dipendenti. I prodotti Sabelli - 14 mila tonnellate nel 2015 - sono distribuiti con marchio proprio nelle primarie catene Gdo in Italia, e all’estero.  
 

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Guidata da Daniele Gheno (Presidente e CEO) e Albino Dal Bello (General Manager), che restano in qualità di soci di minoranza, nel 2011 Trevisanalat è invece entrata nel portfolio di investimenti del fondo di private equity Alto Capital II gestito da Alto Partners SGR. Da oltre trent’anni nel settore lattiero-caseario, lo scorso anno ha fatturato circa 49 milioni di euro (5,3 milioni di euro di Ebitda) e prodotto negli stabilimenti di Resana (Treviso) e Vipava (Slovenia) oltre 12 mila tonnellate di mozzarelle distribuite attraverso i marchi propri Trevisanalat, Bianca Bella, Biancamore, Buon Sapore, Campesina, Dei Prai e ProntiBianchi Via, e per conto terzi (Billa, Carrefour, Auchan, Simply, Crai, Selex, Merkur e Iper).
 

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“Si tratta di un grande traguardo per la nostra azienda e per tutto il sistema del Food Made In Italy - dichiarano Simone Mariani e Angelo Galeati, entrambi amministratori delegati e rappresentanti della proprietà Sabelli -. Dopo anni di continua crescita organica, l’acquisizione di un player importante come Trevisanalat è un’opportunità per rafforzare il posizionamento nel settore in cui operiamo e andare da leader all’estero. Tra Sabelli e Trevisanalat esistono poche sovrapposizioni di canali e di clientela, al contrario dalla loro unione ci aspettiamo importanti sinergie industriali e commerciali. Così come dalla collaborazione con Daniele Gheno e Albino Dal Bello”.
 
“Dopo sei mesi di trattativa serrata, abbiamo sopravanzato gruppi internazionali interessati a quest'azienda italiana e siamo riusciti a farla rimanere in mani italiane, contribuendo alla creazione del più grande operatore italiano nel mondo delle mozzarelle, con prospettive di diventare un leader globale di settore per la mozzarella di qualità tradizionale”, aggiunge Davide Milano, partner di Oaklins Arietti, sempre più specializzati nell’ambito Food.
 

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