ANBI, al via un piano Consorzi di Bonifica e aziende agricole per realizzare decine di km di nuove infrastrutture verdi
In Veneto, il paesaggio rurale si arricchisce dal punto di vista ambientale, grazie ad innovative collaborazioni tra Consorzi di bonifica e mondo agricolo. Si è conclusa, infatti, la fase operativa del Progetto Collettivo Agroambientale NU.VO.L’A. (NUovi interventi VOlti alL’ Ambiente) nel Delta del Po: un piano ambizioso, che ha visto 23 aziende agricole del comprensorio unirsi in un’Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S.), mettendo a disposizione parte delle rispettive proprietà per tradurre in realtà una vasta rete di interventi ecologici.
L’iniziativa, articolata in 33 interventi, ha permesso la creazione di 50 chilometri di siepi e fasce tampone: questi filari di alberi ed arbusti, posizionati strategicamente ai margini dei campi o lungo i corsi d’acqua, migliorano la qualità della risorsa idrica attraverso la fitodepurazione, trattengono i sedimenti, offrono habitat agli insetti e stabilizzano le sponde; si è inoltre proceduto alla rinaturalizzazione di 2 chilometri di corsi d’acqua con finalità fitodepurative, alla plantumazione di 2 boschetti per una superficie complessiva di 5.500 metri quadrati ed all’installazione di 33 nidi artificiali per favorire l’avifauna. L’impatto del progetto sul territorio è tangibile, finanziato con € 647.400,36 dalla Regione del Veneto attraverso le misure del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (C.S.R.) del Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune 2023-2027.
Capofila del progetto è il Consorzio di bonifica Delta del Po, che ha seguito le aziende dalla progettazione alla fase esecutiva dei lavori “Agricoltura ed ambiente sono facce della stessa medaglia: la cura del suolo, dell’acqua e della biodiversità rappresentano valori tanto ecologici quanto produttivi”, spiega Virginia Taschini, Presidente dell’ente consortile.
Analogamente, la sinergia tra Consorzio di bonifica Acque Risorgive e 13 aziende agricole del comprensorio veneziano ha permesso di creare oltre 35 chilometri di siepi e fasce tampone, 3.500 metri quadri di piccoli boschi, un’area umida per tutelare avifauna, anfibi e piccoli rettili: si tratta di 28 interventi inseriti nel Progetto Collettivo Agroambientale, che l’ente consortile ha condotto insieme ad un’Associazione Temporanea di Scopo per realizzare un piano di investimenti ecologici a tutela di ambiente e biodiversità. Anche questo progetto è stato realizzato, grazie a finanziamenti per 450.000 euro assegnati dalla Regione Veneto attraverso le misure C.S.R. 2023-2027.
“Il nostro compito, nel ruolo di capofila dell’ATS, che ha incluso dieci realtà agricole veneziane, due padovane ed una trevigiana, spiega il Direttore di ‘Acque Risorgive’, Carlo Bendoricchio, è stato quello di guidare le aziende sia in fase progettuale che realizzativa contribuendo, insieme alle organizzazioni di categoria, agli aspetti burocratici ed amministrativi”. L’iniziativa ha permesso la creazione di “chilometri verdi”, consistenti in filari di alberi ed arbusti inseriti in aree inerbite ampie 6 metri, collocate strategicamente ai margini dei campi coltivati o lungo i corsi d’acqua aziendali; questo sforzo collettivo ha portato anche alla rinaturalizzazione di 2 chilometri di fossati caratterizzati da un flusso continuo d’acqua. Particolarmente significativa è la creazione di un’area umida di oltre 1.000 metri quadrati, realizzata a Marghera, nel comune di Venezia, alimentata da un fosso aziendale, che è stato rinaturalizzato.
Oltre alla componente vegetale, il progetto ha dedicato particolare attenzione all’avifauna con l’installazione di 38 nidi artificiali ed alla riproduzione di anfibi e piccoli rettili con la realizzazione di 180 metri quadrati di muretti a secco; tra le soluzioni più innovative spicca il posizionamento di “bat box” per pipistrelli, alleati naturali nel contrasto alla diffusione della zanzara tigre. Entrambi gli interventi polesano e veneziano hanno superato positivamente il collaudo tecnico di AVEPA (Agenzia Veneta per i Pagamenti) alla fine dello scorso anno.
“In questo modo, le aziende agricole riconoscono il nostro ruolo di partner strategico, promuovendo un’evoluzione ecosistemica del territorio, ancor più preziosa nel contesto generato dalla crisi climatica. Quanto in corso nel Veneto è un esempio di cosa intendiamo, quando evidenziamo la necessità di nuove infrastrutture idrauliche in sintonia con il territorio”, commenta Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). Ora gli agricoltori si occuperanno della manutenzione delle nuove infrastrutture verdi e, a partire dal corrente anno, promuoveranno unitamente ai Consorzi di bonifica la divulgazione dei benefici ecologici generati.
“E’ per richiamare l’attenzione anche su iniziative come queste, promosse dai Consorzi di bonifica ed indicative del fondamentale ruolo delle aziende agricole nella manutenzione del territorio, che la notte di giovedì 12 Marzo il tricolore illuminerà idrovore ed impianti idraulici lungo l’intera Penisola” conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.

