ANBI: ambiente ed economia insieme per salvare gli stagni cagliaritani grazie alle nuove competenze dei Consorzi di bonifica
In ideale prosecuzione con la Giornata Nazionale delle Zone Umide, organizzata da ANBI nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona, stanno per concludersi i lavori di ripristino dell’equilibrio naturale nel delicato sistema ambientale della bocca a mare dello stagno di Feraxi, nel Cagliaritano. Un intervento strategico affidato al Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, che ha ricevuto dalla Regione Sardegna un finanziamento di 4 milioni di euro per la manutenzione immediata anche dei compendi di Malfatano e Su Stangioni di Teulada.
L’operazione rientra nelle nuove competenze attribuite ai Consorzi di bonifica da una recente legge regionale, che consente loro di eseguire interventi di manutenzione straordinaria per la tutela e la salvaguardia delle aree lagunari e delle zone umide di competenza regionale. “È questo un esempio concreto di collaborazione interistituzionale che si inserisce nello spirito del disegno di legge ANBI-CNEL attualmente all’esame del Parlamento, volto a conferire a Regioni ed enti territoriali la facoltà di stipulare convenzioni con i Consorzi di bonifica per la vigilanza e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei corpi idrici regionali e comunali, oltre alla realizzazione di nuove opere idrauliche“, evidenzia Francesco Vincenzi, presidente di ANBI.
Assieme ai tre compendi sui quali gli interventi risultano più urgenti, l’ente consortile cagliaritano si occuperà anche degli stagni Sa Praia, San Giovanni e Colostrai nella Sardegna sud-orientale, della laguna di Santa Gilla e dello stagno di Nora nel Cagliaritano, nonché del compendio ittico di Porto Pino, Cirdu e Boi Cerbus nel Sulcis Iglesiente.
“L’intervento su Feraxi fa parte della prima convenzione stipulata con la Regione, avviata con un iter rapidissimo da marzo 2025. Siamo orgogliosi di dare una risposta concreta alla popolazione e agli operatori economici locali, ma soprattutto di contribuire alla tenuta del delicato equilibrio ambientale di quei luoghi in un periodo segnato da profondi cambiamenti dovuti a cause naturali e antropiche“, precisa Efisio Perra.
Lo stagno di Feraxi riceve le acque dolci dal Rio Piricocca e dal Rio Corr’e Pruna; un canale artificiale garantisce la comunicazione con il mare, rendendo possibile l’attività di itticoltura e mitilicoltura. Tuttavia, il continuo deposito di detriti trasportati dalle correnti marine provoca l’innalzamento dei fondali e talvolta l’occlusione della bocca a mare. “Allo stato attuale non è garantito un adeguato ricambio idrico elemento essenziale per prevenire l’accumulo di sostanze tossiche come ammoniaca e nitriti. L’intervento, che prevede la rimozione di circa 7.000 metri cubi di sedimenti, consiste in una riconfigurazione batimetrica della bocca a mare, indispensabile per preservare l’equilibrio stagionale degli scambi tra mare e laguna e garantire i cicli migratori e riproduttivi delle specie ittiche“, spiega Andrea Mandras, direttore dell’area tecnica del Consorzio.
Le ricadute non sono soltanto ambientali ma anche economiche. Si tratta infatti di un’area protetta, dove le attività antropiche, che generano economia per il territorio anche grazie al turismo naturalistico, devono convivere con un ecosistema fragile. “Promuovere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Protocollo d’Intesa che firmeremo mercoledì a Roma con ANCI. Un passo decisivo per rafforzare la collaborazione tra enti locali e Consorzi di bonifica, valorizzando il loro ruolo nella tutela del territorio e nella gestione sostenibile delle risorse idriche“, conclude Massimo Gargano.

