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Cop21, Al Gore: "Mercati e investitori abbandonano carbone e petrolio"

Di Paola Serristori

Parafrasando il titolo del film che lo ha visto protagonista si può cominciare col dire che il cambiamento climatico non è più una scomoda verità. L'ex vicepresidente americano Al Gore, che nel 2006 ha interpretato se stesso in “An Inconvenient Truth”, il film­documentario sul problema del surriscaldamento della Terra, vincitore di due Oscar, è arrivato alla Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite COP21 in corso a Parigi per sostenere i finanziamenti al nuovo sistema di fonti energetiche. C'è bisogno di consapevolezza sui rischi che tutti noi corriamo ­ i rappresentanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno riferito di sette milioni di morti all'anno per l'inquinamento dell'aria ­ , ma anche di soldi. Per evitare la catastrofe, i governi devono cominciare a dotare i Paesi di energie pulite e questo costerà alle aziende quanto ai bilanci pubblici. Ed ai cittadini. Perciò servono finanziamenti. Che si stanno cercando da tempo. Sono passati nove anni dal cortometraggio di Al Gore, sei dalla fallimentare COP20, l'edizione precedente della Conferenza delle Parti, a Copenhagen. E' arrivato il momento di agire. Serve il trattato. Per la firma del trattato servono fondi perché non basterà che le nazioni industrializzate decidano di ridurre la combustione di carbone e gasolio se altri Stati adotteranno il vecchio sistema energetico. Siamo arrivati troppo vicini al punto di non ritorno, il cambiamento deve essere globale.

Al Gore si chiede: “Dobbiamo cambiare le fonti di energia? Possiamo cambiare?”. La prima risposta è facile. Aggiunge subito dopo: “Sì, dobbiamo cambiare”. La seconda richiede una premessa: “Ci sono due ragioni per cui è possibile cambiare. Il problema è diventato esplosivo, è evidente e va affrontato regione per regione, nel mondo. Inoltre la competizione tra la vecchia e la nuova generazione di elettricità è diventata trasparente. Si è visto che l'agricoltura che utilizza energie rinnovabili è sostenibile. Quando la scelta deve avvenire tra ciò che è dispendioso e ciò che è gratuito, di solito la gente sceglie il secondo. Ma oggi le energie rinnovabili sono competitive. Gli investitori fuggono dalle illusioni. In questa edizione della conferenza è emerso un quadro chiaro e che i 'drammatici' costi delle rinnovabili diventano più 'efficaci' del carbone, che ogni giorno immette milioni di tonnellate di inquinamento nell'atmosfera. Ora gli investitori disinvestono dal settore del combustibile fossile ed investono nelle nuove fantastiche opportunità delle energie rinnovabili”.

L'intervento di Al Gore ha aperto la presentazione dell'organizzazione no­profit Carbon Tracker, specializzata in analisi per i mercati finanziari sull'andamento del settore del combustibile nel quadro dell'emergenza climatica. Essa prevede il rischio di 2,2 trilioni di dollari (un milione di bilioni) nel commercio del combustibile fossile: 220 bilioni di progetti a rischio nel carbone, poiché non saranno necessarie nuove miniere, oltre 1,4 trilioni 'bruciati' nel ramo petrolio intorno al 2020, anno in cui dovranno entrar in vigore le misure antinquinamento in discussione a COP21, più di 520 bilioni dall'andamento non rispondente alle aspettative del gas naturale liquefatto. Petrolio e gas costituiranno i peggiori investimenti nello scenario di contenimento della temperatura a 2 °C e le previsioni più nere tra le venti società prese in esame nelle spese in conto capitale riguardano Shell, Exxon, Pemex, che dovrebbero evitare ­ ciascuna per più di 70 bilioni di dollari ­ investimenti di cui non ci sarà più bisogno. E dell'interesse degli investitori c'è subito la conferma: la piattaforma di investimenti Institutional Investors Group on Climate Change, con sede a Londra, attraverso il Ceo Stephanie Pfeifer ha reso noto il finanziamento di 23 miliardi di euro a due iniziative nel quadro del cambiamento climatico.

Con un perfetto coordinamento sul fronte del biosviluppo si stanno muovendo 18 Paesi (Austria, Brasile, Camerun, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Indonesia, Giappone, Messico, Marocco, Norvegia, Senegal, Singapore, Svezia, Tunisia, Ucraina, Emirati arabi, Usa) ed oltre 60 organizzazioni, fondatori del network mondiale “Global Alliance for Buildings and Construction” per costruire edifici “intelligenti”, esistenti e nuovi, con materiali duravoli e dotati di tecnologia per ridurre le emissioni inquinanti ed i consumi superflui. Tra gli aderenti, per avere un'idea della varietà dei soggetti, International Union of Architects (UIA), che rappresenta attraverso le organizzazioni nazionali circa 1,3 milioni di architetti, World Green Building Council (WGBC), a cui fanno capo 27000 società nel settore della bioedilizia, Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS), con 180000 edifici, European Construction Industry Federation (FIEC) presente in 29 Paesi con 33 federazioni nazionali. Al settore dell'edilizia viene attribuito il 30 per cento di emissioni globali di ossido di carbonio (CO2), che con le nuove norme sul cambiamento climatico potrebbero essere tagliate di 3,2 miliardi di tonnellate a partire dal 2050.

Il progetto rientra nell'agenda Lima­Parigi (LPAA) della Conferenza delle Parti. Il Marocco, che ospiterà la ventiduesima edizione di COP, ha avviato la costruzione di centrali solari ed eoliche per coprire il 42% del consumo energetico nel 2020 e punta ad arrivare al 52% nel 2030. Anche l'edilizia sociale sarà alimentata da pannelli solari. Il ministro francese dell'Ambiente Ségolène Royal ha aggiunto: “Consumiamo più di quello che ci serve. Il governo ha messo a disposizioni dei Comuni i finanziamenti per isolare termicamente gli edifici pubblici. In futuro le città dovranno essere riconquistate dalla natura, la clorofilla è un ottimo alleato conto l'inquinamento. Dovranno essere trovare delle soluzioni tecnologiche per rivoluzionare l'urbanismo, magari facciate anche per il problema del caldo dovuto all'aumento della temperatura in estate. I lavoratori di tutto il mondo dovrebbero studiare il modo per alimentare l'aria condizionata con l'energia solare”.

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