A- A+
Lavoro
Collaborazioni genuine
logo fondazione studi
 

A fronte di un’importante deregulation avviata con Jobs Act, il legislatore ha avvertito la necessità di inserire un argine per il controllo della legittimità delle collaborazioni coordinate e continuative. Si tratta di un ambito che, a prescindere dall’etichetta di volta in volta assegnata dal legislatore, rappresenta lo snodo cruciale dove si incontrato le due grandi categorie del diritto del lavoro: quello subordinato, con il corollario di tutele imposte dal legislatore, anche a prescindere dalla volontà delle parti e quello autonomo, nel quale l’effettiva e sostanziale indipendenza del prestatore deve essere oggetto di attenzione.

Il legislatore ha previsto, la possibilità per le parti di richiedere alle commissioni di certificazione (istituite anche presso gli ordini provinciali dei Consulenti del Lavoro) la “certificazione dell’assenza dei requisiti” che, secondo il 1°comma dello stesso articolo, ricondurrebbero il rapporto dichiarato autonomo alla disciplina del lavoro subordinato.

Il procedimento è destinato a certificare “l’assenza dei requisiti di cui al comma 1” dell’art. 2. La formulazione della norma non è felicissima. È lecito attendersi che in sede di certificazione, più che la mera assenza di alcunché, sia opportuna la verifica della sussistenza delle condizioni che legittimano l’autonomia e la genuinità del rapporto.

È ragionevole ritenere, alla luce di quanto osservato in precedenza, che la genuinità del rapporto di collaborazione possa essere certificata non soltanto quando tutti i requisiti predetti siano assenti, ma anche quando ne manchi uno soltanto tra tutti quelli cui il primo comma fa conseguire l’applicazione di tutela della disciplina del lavoro subordinato.

La richiesta deve provenire dalle parti congiuntamente. Al lavoratore è riconosciuta la possibilità di farsi assistere da un rappresentante sindacale, da un avvocato o da un consulente del lavoro. La formulazione della norma tende ad escludere la possibilità dell’assistenza da pare di altri soggetti, mentre nel silenzio della legge, non pare contraria alla ratio della stessa riconoscere l’identica possibilità di farsi assistere anche al datore di lavoro.

La norma ha sostanzialmente una portata ricognitiva, perché è evidente che le parti di qualsiasi contratto che implica una prestazione lavorativa, ben possono ricorrere all’istituto della certificazione per assicurare, attraverso l’iter amministrativo che ne consegue, certezza di genuinità e continuità alla gestione del rapporto di lavoro instaurato.

Tags:
museiesercizi pubblici
in evidenza
Casaleggio-Sabatini, che coppia Mano nella mano in dolce attesa

Paparazzati in un hotel di lusso

Casaleggio-Sabatini, che coppia
Mano nella mano in dolce attesa

i più visti
in vetrina
Meteo, il maltempo spacca l’Italia tra temporali e super caldo

Meteo, il maltempo spacca l’Italia tra temporali e super caldo


casa, immobiliare
motori
Prende il via da Cagliari il raoadshow ELECTRIQA firmato Mercedes

Prende il via da Cagliari il raoadshow ELECTRIQA firmato Mercedes


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.